Alef93 di Alef93
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Petrarca, Francesco - Solo e pensoso -
Solo e pensoso i più deserti campi
vo mesurando a passi tardi e lenti,
e gli occhi porto per fuggire intenti
ove vestigio uman la rena stampi.

Altro schermo non trovo che mi scampi
dal manifesto accorger de le genti,
perchè negli atti d'allegrezza spenti
di fuor si legge com'io dentro avampi:

sì ch'io mi credo omai che monti e piagge
e fiumi e selve sappian di che tempre
sia la mia vita, ch'è celata altrui.

Ma pur sì aspre vie né sì selvagge
cercar non so ch'Amor non venga sempre
ragionando con meco, ed io con lui.

Commento

Questo sonetto è uno dei più belli e celebri di Francesco Petrarca. Il poeta si apparta da tutti e si aggira per luoghi deserti nella speranza di nascondere agli altri uomini il suo tormento, la sua intima disperazione. Ma il pensiero della donna amata è diventato ormai un'ossessione, infatti egli ovunque vada, il pensiero dell'amore, lo raggiunge sempre in ogni suo minimo pensiero e lo pervade tutto.
I temi dominanti di questo sonetto, sono il bisogno assoluto di solitudine e l'ossessione amorosa. Il poeta, infatti, descrive se stesso come una persona chiusa, sola e pensosa, in ogni modo triste. Lo spazio e il tempo in cui sono ambientati i fatti sono dimensioni reali. Il ritmo poetico è lento mentre il tono si presenta malinconico e triste: è proprio la malinconia che Petrarca vuole trasmetterci.

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