Analisi del testo Chiare, fresche e dolci acque di Francesco Petrarca

Il motivo del componimento è la fusione di sentimenti ed elementi della natura, che introduce il lettore in un'atmosfera di sogno, trasportandolo in momenti del passato (il ricordo del primo giorno in cui il poeta vide Laura), del presente (la descrizione del paesaggio primaverile) e proiettati nel futuro (il presentimento della morte e l'immagine di Laura che piange sulla tomba del poeta).
Laura viene rappresentata come una trasfigurazione dell'elemento paesaggistico: la sua figura non è presente, pur se il poeta ne descrive alcuni tratti corporei, ma vive nella memoria incantata, nell'armonia della natura primaverile (la pioggia di fiori), sublimandosi in essa.
il paesaggio primaverile svolge una duplice funzione: permette al poeta di celebrare la bellezza della donna amata, trasfigurandola negli elementi della natura, ed offre un'opportunità consolatoria all'animo dello stesso, inducendolo a sostituire l'immagine della morte e della sepoltura con quella paradisiaca delle ultime due strofe. L'intera canzone oscilla tra sogno e realtà: la bellezza di Laura e della natura primaverile, il sentimento amoroso, le gioie della vita permettono al poeta di alleviare, anche solo per qualche istante, la sua condizione di sofferenza.

la canzone si compone di cinque strofe ed un congedo. La prima strofa contiene l'esortazione del poeta alla natura, al paesaggio primaverile, affinché presti attenzione alle sue dolenti "parole estreme". la seconda strofa ospita la riflessione del poeta sul suo inevitabile destino; ma, se è già scritto che egli debba morire per amore di Laura, che almeno il suo corpo sia seppellito lì, su quella riva del Sorga dove aveva visto Laura. La strofa successiva trasporta in quei luoghi anche a lei cari, piange sulla tomba del poeta, dimostrando così di ricambiarne il sentimento d'amore. La quarta strofa introduce in un'atmosfera paradisiaca: il pensiero della morte viene subito allontanato dalla bellezza luminosa della donna, in perfetta simbiosi con la stagione primaverile. L'ultima strofa presenta un poeta smarrito nella dolce rievocazione del fascino di Laura: egli non ricorda come e quando sia arrivato in quel luogo, ma crede di essere in cielo. Infine, nel congedo, si rivolge alla canzone stessa: se fosse degna della bellezza di Laura, essa potrebbe uscire dal bosco senza timore e andare fra gli uomini.
La canzone è costituita da cinque strofe e un congedo. ogni strofa è formata da tredici versi endecasillabi e settenari: la "fronte" segue la rima abC, abC; la "sirma" la rima cdeeDfF. Il congedo è formato da tre versi in rima secondo lo schema AbB.
L'inciso della prima strofa è: "(con sospir' mi rimembra)". Esso svolge la funzione d'introdurre l'oscillazione tra passato e presente.

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