Ominide 3880 punti

Chiare, fresche et dolci acque

Un luogo naturale, fa da sfondo alla bellezza della donna. Il poeta sentendosi prossimo alla morte poiché lacerato dalle pene d’amore, evoca il ricordo di Laura in un’atmosfera incantata, mentre auspica di essere sepolto in quel locus amoenus dove è avvenuto il miracoloso incontro. La prima strofa rappresenta una prolessi ovvero un’anticipazione riferendosi al futuro. Invece il motivo della trasfigurazione della donna viene ripreso tra la terza e la quarta strofa. La donna qui ha funzione di intermediaria fra l’uomo e Dio come se riducesse l’impatto tra i due, perché Petrarca trasmette l’immagine dell’incontro simbolico con Dio. Questo è l’incontro con il numinoso cioè con la divinità che porta smarrimento all’uomo dato che l’incontro tra il finito e l’infinito gli porta dolore. Due temi della poesia d’amore costituiscono il nucleo centrale di questa canzone: la descrizione di un luogo naturale e l’evocazione della donna amata. Il locus amoenus, si definisce tale grazie alla presenza della donna; ogni elemento viene sublimato e reso gentile dalle azioni che Laura ha compiuto e dal contatto che ha stabilito con le singole parti del paesaggio. Il lessico risulta estremamente semplice, si nota anzi la tendenza alla ripetizione: basta contare il numero delle volte in cui viene impiegato l’aggettivo “bello”.

Registrati via email