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Il Canzoniere

Il Canzoniere è una raccolta di liriche che viene divisa in 366 opere, una per ogni giorno dell'anno più un prologo. Il titolo "Canzoniere" viene assegnato dopo all'opera, infatti il vero titolo dato dal Petrarca è "Rerum Vulgaris Fragmenta" cioè frammenti di cose volgari.
Petrarca accusò Dante in uno scambio di lettere con il Boccaccio che la sua Divina commedia non aveva tutta la grandezza assegnatagli proprio perché scritta in volgare e non in latino. Ciò perché Petrarca, essendo legato alla cultura e alla lingua latina, sminuisce il volgare. Tuttavia, nel corso della sua vita, Petrarca si accorge delle potenzialità di questa nuova lingua e, proprio per sperimentare questa lingua, scrive il Canzoniere, che egli stesso definisce "nucae" ovvero sciocchezze, cose di poca importanza, ma diventerà infine il suo capolavoro che gli diede la maggior parte della gloria attuale.

I temi delle composizioni contenute nel canzoniere sono prevalentemente di carattere amoroso, tuttavia 29 di esse sono di carattere vario. In linea generale i componimenti amorosi si dividono in due parti: quelli scritti prima e quelli scritti dopo la morte di Laura, ritenuta la donna amata dal Petrarca, avvenuta in 6 aprile dell 1348. Petrarca ha lavorato al canzoniere per la sua intera vita anche tramite revisioni e limature tali da raggiungere la perfezione stilistica. A noi è pervenuto il manoscritto originale con tutte le annotazioni dell'autore.
Nelle poesie è presente la sua dissidia interiore che definisce infine l'amore come qualcosa di materiale. Egli, appunto, colloca Laura in uno sfondo del "locus amenus" ovvero il paesaggio ideale e che indica quindi che la sua donna è terrena e non astratta come quella di Cavalcanti e degli stilnovisti. Per quanto riguarda il registro linguistico, il verso di Petrarca è molto ritmato e fluido, privo di parole aspre. possiamo dire dunque che usa un "unilinguismo" ovvero un solo registro linguistico, a differenza del "plurilinguismo" dantesco che utilizza tutti i registri, a causa della sua necessità di descrivere la cruda e aspra realtà fiorentina.

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