Ominide 114 punti

Il Canzoniere

L'opera di gran lunga più importante tra le molte di Petrarca è senza dubbio il Canzoniere. Essa è l'unica nella quale il poeta utilizzi il volgare. La scelta del volgare per Petrarca determina la tematica privata dell'opera, tanto che evitò di promuoverne la diffusione. Ciò non toglie che alla raccolta di liriche volgari dedicasse cure assidue, impegnandosi in un continuo lavoro di scrittura, riscrittura e correzione. Il Canzoniere diviene in tutte le letterature europee un modello da studiare e imitare, dando vita al patrarchismo. La novità del Canzoniere consiste nella valorizzazione dell'interiorità dell'io, cioè il teatro complesso e misterioso delle contraddizioni e dei conflitti del soggetto. Nella sua forma definitiva il libro si presenta come un diario, ma è anche un'autobiografia. Infatti i testi sono scritti in prima persona e si riferiscono a esperienze, sentimenti e idee. La disposizione dei vari testi segue un criterio prevalentemente cronologico, ma la cronologia dei fatti narrati, non quella della scrittura.

Il Canzoniere è formato da 366 testi lirici, in prevalenza sonetti e canzoni. Raccoglie testi composti durante un arco di tempo assai esteso, dalla giovinezza alla vecchiaia.
Il titolo originale dell'opera datto dall'autore è Francisci Petrarche laureati poete Rerum vulgarium fragmenta, il riferimento ai frammenti è la ricostruzione e la ricomposizione della personalità psicologica e morale del poeta. In questo modo il Canzoniere rappresenta il tentativo di dare un senso ai vari momenti dell’esistenza. Il titolo che si utilizza oggi indica il termine che si indicava nel Medioevo, cioè le grandi raccolte di liriche messe insieme dai copisti. Più tardi con il termine ''canzoniere'' si riferisce a definire la raccolta delle poesie di un autore.

Tema principale del libro è l'amore per Laura, la cui morte segna un punto di svolta nella struttura dell'opera divisa in una prima parte ''in vita di Laura'' e in una seconda ''in morte di Laura''. La reazione del poeta alla morte di Laura è prima di disperazione, poi, gradualmente, la morte dell'amata apre la possibilità di rielaborare la sua figura, esaltandone la virtù sul modello della Beatrice dantesca, la coscienza dei limiti della propria passione e il rimpianto per la sua mancata realizzazione. Introduce così il tema del pentimento e della conversione. Vi sono alcuni temi secondari: la politica, l'amicizia e l'impegno artistico.
Altro tema importante è quello della memoria: il rapporto con la donna è costruito unicamente nell'assenza e rielaborato nella memoria del poeta. La figura femminile di Laura riusciva a prendere vita unicamente grazie al ricordo, per questo nasce il linguaggio rievocativo.

Ultimo tema è quello della lontananza, collegato principalmente a quello della memoria. La lontananza di Laura comporta la scoperta della divisione subita dall'io, un'esperienza di smembramento e di vuto che minaccia la soggettività.

Metrica e stile: Benché l'influenza di Dante su Petrarca sia evidente, è evidente anche una contrapposizione tra due modelli di poetica: Dante è il poeta sperimentale per eccellenza, mirando sempre all'allargamento e all'arricchimento delle soluzioni metriche, linguistiche, stilistiche e retoriche, in Petrarca invece una direzione opposta, restringendo, riducendo, semplificando.
Dominano il sonetto e la canzone, il vocabolario è ridotto, ma la perdita di complessità è compensato dalla straordinaria ricchezza delle variazioni e dalla ricerca di sinonimi e sintesi.

Hai bisogno di aiuto in Petrarca?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email