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Canzoniere, sonetto 7

non è un componimento di amore, ma è dedicato ad un amico, probabilmente un uomo di lettere.

testo:
La gola e ’l sonno e l’oziose piume
hanno del mondo ogni vertù sbandita,
ond’è dal corso suo quasi smarrita
nostra natura vinta dal costume;
et è sì spento ogni benigno lume
del ciel, per cui s’informa umana vita,
che per cosa mirabile s’addita
che vòl far d’Elicona nascer fiume.

Qual vaghezza di lauro? qual di mirto?
- Povera e nuda vai, Filosofia -
dice la turba al vil guadagno intesa.
Pochi compagni avrai per l’altra via;
tanto ti prego più, gentile spirto,
non lassar la magnanima tua impresa.

Parafrasi:

La gola, e il sonno e i morbidi letti
hanno tolto ogni virtù al mondo,
che si è smarrita dalla retta via
la natura umana è stata vinta dalle abitudini;
e si è spento ogni lume degli astri del cielo,
che favorevolmente influenzavano i nostri atti, ora vedono
così scarsi i loro influssi
che fanno scorgere una grande meraviglia
a chi vuole far sgorgare un fiume di poesia
(ad Eliconia c'era il monte Parnaso, in cui risiedevano Apollo e le Muse)

Quale differenza c'è tra il lauro (sacro ad Apollo) e il mirto (sacro a Venere)
amore per la Sapienza te ne vai povero e nudo
dice la gente attenta solo al vile guadagno.
Avrai pochi compagni per la via della poesia;
Tanto ti prego maggiormente, spirito gentile,
non lasciare la tua grande impresa

Considerazioni:
non è un componimento di amore, ma è dedicato ad un amico, probabilmente un uomo di lettere.

Schema metrico:
Il sonetto segue lo schema ABBA ABBA CDE CDE.

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