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Canzoniere, sonetto 5

Testo:
Quand’io movo i sospiri a chiamar voi,
e ’l nome, che nel cor mi scrisse Amore,
LAUdando s’incomincia udir di fore
il suon de’ primi dolci accenti suoi.
Vostro stato REal, che ’ncontro poi,
raddoppia all’alta impresa il mio valore;
ma, - TAci, - grida il fin: - che farle onore
è d’altri omeri soma, che da’ tuoi -.

Così LAUdare, e Reverire insegna
la voce stessa, pur ch’altri vi chiami,
o d’ogni reverenza, e d’onor degna;
sé non che forse Apollo si disdegna,
ch’a parlar de’ suoi sempre verdi rami
lingua morTAl presuntüosa vegna.


Parafrasi:
Quando io sospiro per chiamarvi
e il nome che scrisse la parola amore sul mio cuore

lodando si comincia a sentire da fuori
il suono dei suoi dolci accenti.
Il vostro stato regale, che ho incontrato dopo,
raddoppia il mio vaole per la grande impresa (quella di lodare le lodi di Laura);
ma, taci - grida il fine: perché renderle onore è un impegno
troppo superiore alle mie forze

Così è la stessa voce che insegna
a lodar e a servire per il semplice fatto che qualcuno
parlando pronunci il vostro nome degno di ogni
reverenza e di ogni onore;
Perché Apollo vieta,
che a parlare dei suo rami sempre verdi (l'alloro sacro ad Apollo),
sia una lingua mortale e presuntuosa.

Schema metrico:
Il sonetto segue lo schema ABBA ABBA CDC CDC

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