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L'amore in Petrarca
Il canzoniere si apre con una visione retrospettiva, a conversione avvenuta dell'intera vicenda d'amore poste sotto il tormento interiore. L'amore per Laura è un amore impossibile. Laura è sposata e virtuosa e rifiuto il corteggiamento. Questi sono i motivi esterni ma su questo ostacolo oggettivo si proietta l'ombra di una possibilità interna del poeta stesso, più complessa e insondabile. L'esperienza d'amore è subito caratterizzata come esperienza infelice. Questa condizione non è nuovo Si ricordi infatti la visione drammatica di Cavalcanti. Nuovo è l'accento di forte personalizzazione che viene data all'interiorità dell'io. Cavalcanti tende alla non personalizzazione, all'oggettivazione teatrale del conflitto della propria anima. La donna in Petrarca è ancora occasione per parlate d'altro, mezzo di conoscenza di se e del mondo. Il mito di Laura permette ora l'esplorazione di un tormento esistenziale individualizzato che và al di là delle pene d'amore. Anche Petrarca si rifà ai modi tipici della tradizione cortese e stilnovistica nella rappresentazione della donna vissuta come esperienza esaltante. Ma Laura non perde mai il carattere di donna terrena, il cui fascino turba i sensi e suscita il desiderio del poeta. L'immagine della donna angelo torna ad essere semplice metafora della bellezza della donna, priva di ogni riferimento religioso. L'amore dunque non è più solo salvezza, ma è anche minaccia e sofferenza che nemmeno la morte può sciogliere. Esso induce a un tormentato rapporta con se stessi. Il dolore derivante dall'impotenza di stabilire nella realtà un rapporto con la donna amata cerca un risarcimento nella memoria. Attraverso il ricordo, da una parte la visione di Laura diventa più realistica dall'altra si accentua il processo di interiorizzazione degli effetti di Amore. Con la morte di Laura l'amore non si estingue ma subisce una trasfigurazione imprevedibilmente si accentua la presenza della donna. Diventa allora centrale l'esperienza del sogno luogo di recupero di un'armonia con la donna prima negata. Così Laura acquista in Petrarca un significato decisamente positivo.

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