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Appunti sulla vita di Francesco Petrarca

Francesco Petrarca è il secondo grande poeta della letteratura italiana. E' fiorentino, nasce nel 1304 e muore nel 1374.
Le premesse storiche che riguardano la sua epoca sono: il consolidamento del regime signorile a Firenze, la formazione delle monarchie nazionali ed il trasferimento del papato ad Avignone, avvenuto nel 1307. Quest'insieme di cose influirà grandemente sulla mentalità e sulla cultura del tempo, cambiamenti di cui Petrarca è consapevole.
Tra Dante e Petrarca intercorre una generazione; basti pensare che uno conosceva il padre dell'altro ed erano entrambi guelfi bianchi.
La critica dei posteri immediati e la critica odierna concoradno nel definire Petrarca il primo intellettuale e poeta moderno. Motivazioni a questa definizione, oltre che nelle sue opere, le troviamo nella sua biografia, che da lui stesso ci è stata tramandata con grande minuzia di particolari ma molta soggettività.
Petrarca nasce nel 1304 ad Arezzo da genitori esuli. Suo padre è un funzionario della corte papale, dunque, nel 1307, la famiglia si trasferisce ad Avignone, ambiente al quale Petrarca rimarrà legato per molto tempo. Il padre ha grandi aspirazioni per i figli Gherardo e Francesco, che infatti studiano le tre arti (dialettica, retorica e grammatica). Francesco, più grande, frequenta la facoltà di diritto sia all'università di Monpelier sia a quella di Bologna, al fine di entrare nella Curia, come il padre desiderava. Ma lo studio del diritto non appassiona il Petrarca, che è più propenso a studiare la letteratura, a cui dedica molto del suo tempo fin da giovane. Nel 1327, dopo essere tornato ad Avignone da Bologna, Petrarca incontrò Laura e se ne innamorò.
Decide poi di prendere gli ordini minori (che prevedevano una rendita, l'obbligo della tonsura, la lettura quotidiana del breviario, il celibato ma non la castità) per garantirsi una certa autonomia economica durante la sua attività letteraria. Per gli ordini svolge diverse mansioni e viaggi per l'Europa, ma si rifiuta sempre incarichi impegnativi e la possibilità di fare carriera ecclesiastica. I viaggi che gli sono commissionati gli sono molto utili per la sua passione letteraria, difatti recupera una grande quantità di testi sacri, per conoscerli, recuperarli ed emendarli. Al suo ritorno, dopo aver ritrovato l'epistolario di Cicerone ad Atticum, si rifugia dalla corruzione di Avignone a Valchiusa, dove sorge il fiume Sorga, dove si fa costruire una piccola casa in quello che poi diventerà il suo LOCUS AMENUS. Petrarca ama la solitudine e odia la confusione.
Aspirando ad essere un Virgilio del suo tempo scrisse molte opere in latino, prima fra tutte l'Africa, che raccontava le imprese di Scipione l'Africano, grazie al quale si guadagna l'incoronazione a poeta l'8 Aprile del 1341 a Roma nel Campidoglio. E' lui a scegliere questa collocazione, avendo ricevuto l'invito sia dall'università di Roma che dalla Sorbon di Parigi. Certo ha influito su questa scelta la profonda amicizia tra Francesco e Roberto d'Angiò.
Cominciò il De Viris Illustribus, opera ambiziosa che narrava le vite dei grandi uomini del passato.
Il 1342 è un anno significativo per il poeta. Muoiono Roberto d'Angiò, Dionigi da San Sepolcro, suo grande maestro e amico, e Laura (di peste) ma soprattutto il fratello Gherardo scelse la vita monacale. Un cambio così deciso da parte del fratello provoca una crisi spirituale in Petrarca, a darà sfogo qualche anno dopo nel Secretum, altra opera in latino.
Le vicende della Roma abbandonata dal papato che voleva diventare un comune suscitano l'interesse di Petrarca, e il fautore di queste, Cola di Rienzo, è da lui molto ammirato, cosa che provoca incrinazioni dei rapporti con la Curia.
Petrarca soggiorna poi a Milano ospitato dai Visconti, cosa che provocò l'indignazione di molti amici tra cui Boccaccio, a cui il poeta risponde che sta solo approfittando dei benefici offerti dall'ospitalita dei signori di Milano, visto che gli avevano concesso una residenza abbastanza solitaria vicino a Sant'Ambrogio.
Petrarca è un intellettuale moderno, e da questa sintetica biografia possiamo trarlo da questi motivi:
- scrive in latino, per assicurarsi di poter essere compreso da tutti gli intellettuali;
- è apolide e la sua letteratura non è legata ad alcuna città precisa;
- ha un grande interesse filologico;
- nelle sue opere parla di sè;
- edita molte volte le sue opere prima della pubblicazione, tant'è che noi sappiamo la data di inizio di un'opera ma quasi mai la data di fine;
- Petrarca è il primo ad aver scelto di esercitare la professione di letterato, cioè di aver reso letteratura e creazione artistica le sue assolute priorità.

Petrarca è un poeta di transizione tra l'età comunale e l'umanesimo, quindi è sempre da tener ben presente la coesistenza di elementi tradizionali e innovatori.

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