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Francesco Petrarca
Francesco Petrarca nasce nel 1304 ad Arezzo. Trascorre la giovinezza fra Avignone, la città francese in cui si era trasferita la corte pontificia (presso la quale lavorava il padre)e Bologna, dove perfezionò gli studi giuridici. Dopo la morte del padre,costretto a trovare una sistemazione,prende gli ordini minori. Nel 1330 è assunto dal cardinale Giovanni Colonna e ha inizio la sua vita di intellettuale al servizio dei potenti: i Colonna, i Correggio, i Visconti, i Carrara, la Repubblica di Venezia. La sua produzione letteraria è quasi tutta in latino e comprende, fra l'altro, numerose lettere, un poema epico sulla Seconda guerra punica, due libri in cui esalta la vita solitaria del letterato e del religioso e il "Secretum", un'immaginaria conversazione con Sant'Agostino sui temi della vita e della morte. In volgare scrive solo due opere in versi: i "Trionfi",un poema allegorico dedicato ai sentimenti e il "Canzoniere, il suo capolavoro. Nel 1370 si ritira nella casa di Arqua, in Veneto, dove si dedica in solitudine alla revisione delle sue opere fino alla morte, avvenuta nel 1374. La personalità di Petrarca è complessa, rispecchia le insicurezze proprie di un'età di grandi cambiamenti, di un'epoca in cui tramonta la grande civiltà medioevale e si annuncia la nuova cultura umanistico-rinascimentale. Ospite di corte, Petrarca non è un esule ansioso di tornare in patria, come Dante, ma un uomo che ha scelto di vivere esercitando la professione del letterato. La vita politica, le lotte del Comune non lo coinvolgono, non si sente fiorentino, ma italiano e sogna una nazione italiana, erede della grande civiltà romana. L'amore di Petrarca per i classici latini rivela un interesse profondo per il mondo antico. Il suo è un atteggiamento culturale nuovo che si diffonderà nel secolo successivo dando vita all'Umanesimo.

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