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Petrarca, Francesco - Canzoniere, Erano i capei d'oro a l'aura sparsi

Appunto con l'analisi, commento al sonetto Erano i capei d'oro a l'aura sparsi, nel testo troverete anche un approfondimento sul Canzoniere di Francesco Pretrarca

E io lo dico a Skuola.net
Autore: Francesco Petrarca
Opera: De volgarium rerum fragmenta
Titolo: Erano i capei d’oro a l’aura sparsi

Introduzione
L’autore del sonetto, Francesco Petrarca, è nato ad Arezzo nel 1303 ed ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza ad Avignone. L’autore ha avuto un’esistenza movimentata che lo ha portato a viaggiare per tutta Europa. Nel 1327 incontra Laura che non riuscirà mai a dimenticare.Compone varie opere in latino come “De Viris illustribus”, “Secretum”, “De vita solitaria”, anche se di dedica quasi esclusivamente al Canzoniere, opera composta da 366 liriche che trattano principalmente il tema dell’amore per Laura, ma che segnano anche un importante percorso psicologico dell’autore. Petrarca compone nove stesure diverse del Canzoniere e si dedica al continuo miglioramento dei versi fino al 1374 quando muore ad Arquà nei pressi di Padova.

Comprensione del testo
Il tema centrale del sonetto è sicuramente quello dell’innamoramento del poeta. L’autore costruisce e definisce un’immagine femminile a cui è rivolto il suo amore, Laura, anche se non la descrive con caratteristiche fisiche o comunque oggettive. Il poeta ci da un’immagine vaga e luminosa della donna amata che in alcuni tratti sembra diventare quasi un’apparizione, uno spirito del cielo arrivato sulla Terra. Secondo me c’è un forte contrasto tra l’amore del poeta e la donna da lui amata. Infatti sembra quasi che queste due figure appartengano a due mondi diversi e non entrino in relazione fra loro. L’amore di Petrarca non è ricambiato da Laura, che sembra assumere maggiormente il ruolo di figura statica e quasi estranea al poeta e soprattutto all’amore di quest’ultimo. E’ molto efficace anche la contrapposizione del poeta sul presente e passato rispetto a Laura e al cambiamento che ha subito nel tempo. In questo sonetto il poeta descrive la luce che un tempo l’amata aveva negli occhi che ora non vede più, nota anche l’espressione di pietà che assume il suo viso

Analisi e commento
Il sonetto è formato da 2 quartine e da 2 terzine.
La rima delle quartine è incrociata (ABBA), mentre le terzine presentano rime in forma sciolta (CDE e DCE). L’autore usa figure retoriche come una similitudine nel verso 1 per descrivere i capelli di Laura, una sinestesia nel verso 2 (dolci nodi), un’iperbole nel verso 2 (che mille dolci novi gli avolgea), un’anafora che Petrarca utilizza nel verso 3 e continua nel verso 5 per dare enfasi e maggiore vigore al suo sentimento oltre che al sonetto. Le figure retoriche utilizzate dal poeta sono fondamentali e conferiscono al sonetto sfumature particolari e indispensabili.
La metafora che il poeta compone nell’ultimo verso è molto efficace e letteralmente il suo significato è che una ferita provocata da una freccia non guarisce nemmeno se si allenta la corda dell’arco che l’ha scagliata. Con questo il poeta vuole dire che il suo amore per Laura non cambierà mai anche se negli anni l’ aspetto dell’amata cambierà e non sarà più dotata della grazia e della bellezza originari. Il poeta vuole anche ribadire che il suo amore per Laura non avrà mai fine anche se quest’ultima non corrisponderà il suo sentimento.
Il discorso che il poeta vuole esprimere all’interno del sonetto si estende nei versi in forme equilibrate e simmetriche. Il cambiamento delle forme verbali (passato e presente) e l’alternanza di queste rappresenta due diversi momenti della vita del poeta. Usando tempi verbali al passato Petrarca descrive come era il suo amore per Laura, ma anche come si presentava e come appariva la stessa in un periodo lontano al momento in cui l’autore compone il sonetto. Utilizza invece il presente quando descrive il cambiamento dell’amata, sia nell’aspetto fisico che nell’atteggiamento nei suoi confronti.
Nelle quartine il ritmo della poesia è molto lento e spezzato dalla presenza consistente di punteggiatura. In queste due strofe l’unità metrica coincide con l’unità logica e quindi non sono presenti enjambement.
Al contrario le due terzine presentano un ritmo più scorrevole e veloce, nelle quali si nota che unità metrica e unità logica non coincidono per la presenza di alcuni enjambement nei versi 9-10 (Non era l’andar suo cosa mortale ma d’angelica forma) 10-11 (e le parole sonavan altro che pur voce umana) e nei versi 12-13 (Uno spirto celeste, un vivo sole fu quel ch’i vidi). Le due terzine rimangono divise da un punto e un punto e virgola che marcano lo stacco e il cambiamento di strofa.

Approfondimenti
Gli elementi della concezione stilnovista sono rappresentati nel sonetto dall’amore per Laura.
Il dolce stil novo definiva l’amore come contemplazione e lode delle virtù di una donna che assumeva le sembianze di un’entità celeste, la cosiddetta “donna-angelo”. Questo nuovo modo di fare poesia però non trascurò l’ aspetto negativo dell’amore che vedeva prendere forma nello sgomento e nell’angoscia che l’innamorato provava quando si rendeva conto che l’amata era per lui irraggiungibile. L’amore veniva concepito anche come un’elevazione dello spirito che permetteva di avvicinarsi a Dio e aspirare alla salvezza divina, anche questo era uno dei motivi per cui l’uomo aspirava all’amore della donna-angelo.
Nel suo sonetto Petrarca riprende molti elementi del dolce stil novo quali l’amore per Laura che rappresenta come una creatura divina per lui quasi irraggiungibile. La visione del poeta dell’amata rappresenta una rievocazione della memoria.
Tutto il sonetto contrappone il passato caratterizzato dalla visione luminosa di Laura a un presente in cui essa è svanita e irrimediabilmente mutata. Non viene più raffigurata come una creatura divina e irraggiungibile, ma sembra quasi sfiorire e assumere fattezze più umane.In alcuni tratti quindi il poeta si allontana dalla concezione stilnovista per la contrapposizione che pone tra presente e passato. Laura cambia e non rispecchia più l’ideale di donna angelo, anche se comunque nel poeta rimane sempre vivo l’amore per lei dimostrando che il suo sentimento è più forte del trascorrere degli anni.
La lirica di Petrarca può essere paragonata alla poesia di Dante, soprattutto nella “Vita Nuova”, opera in sono presenti liriche con elementi prevalentemente stilnovisti, anche per quanto riguarda l’amore e la donna. Un elemento fondamentale però che differenzia questi due autori è il fatto che la donna descritta da Dante è più statica, mentre la donna di Petrarca è più dinamica e “mobile”. Questo è dovuto anche al fatto che Dante nelle sue liriche utilizza il tempo presente, mentre Petrarca alterna il presente e il passato, contrapponendo la figura dell’amata in due momenti diversi della sua vita.
Il tema dell’amore viene trattato da molti autori, uno di questi, che ha dato a questo sentimento un ruolo da protagonista nella sua opera è Giovanni Boccaccio. Questi due autori pur avendo vissuto nello stesso secolo ed essendo d’accordo sul fatto che l’amore è un elemento fondamentale nella vita degli uomini interpretano e vivono questo sentimento in modo completamente diverso.
Mentre per Petrarca l’amore è una sorta di “religione” in cui la donna amata viene vista quasi come una figura astratta e distaccata anche se molto desiderata, Boccaccio descrive questo sentimento in modo più bizzarro e disinibito, come un sentimento caratterizzato da forti emozioni e piaceri decisamente terreni. Boccaccio raccontando nel “Decameron” vicende di vita quotidiana forse ci fa sembrare anche le storie d’amore da lui narrate più vicine a noi, mentre l’amore di Petrarca ci può apparire più distaccato e quasi un privilegio di pochi.
Un altro autore che parla d’amore è Dante che racconta il suo amore per Beatrice. Anche Dante come Petrarca segue gli elementi che caratterizzano il “dolce stil novo” e descrive l’amata come un’entità divina, la famosa “donna-angelo” tanto enfatizzata e desiderata da questo stile letterario e i suoi seguaci.
La lirica “Erano i capei d’oro a l’aura sparsi” non si differenzia per i tema a quelli che solitamente il poeta tratta. I temi principali che Petrarca tratta nella sua opera di maggiore rilievo, il Canzoniere, sono quelli dell’amore, e più nello specifico del momento dell’innamoramento, della rievocazione dell’amata, della speranza che il sentimento dell’autore sia ricambiato, tutti temi sono presenti anche nella lirica presa in esame.
In particolare in questo sonetto l’autore avverte fortemente il trascorrere del tempo che si riflette anche sull’amore e sull’amata. Petrarca infatti descrive lo sfiorire della bellezza di Laura dovuto principalmente al passare inesorabile del tempo, anche se comunque precisa che l’attenuarsi del fascino non significa necessariamente la mitigazione del suo amore. Nella lirica emerge lo stato d’animo dell’autore che si sente rifiutato da Laura e i sentimenti contrastanti che prova. Laura rappresenta per il poeta un sentimento assoluto, qualcosa di astratto lontano da cose materiali terrene, qualcosa che è in grado di elevare lo spirito del poeta.
Il poeta subisce una forte crisi psicologica dopo la morte prematura di Laura, anche se questo sonetto non ne è toccato direttamente visto che il periodo in cui è stato composto è antecedente alla morte della stessa.
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