Nacque a Bologna nel 1922. Il padre, di origini romagnole, era un severo tenente di fanteria, che ebbe con il ragazzo un rapporto conflittuale. La madre, mite e affettuosa, era originaria di Casarsa in Friuli.
A Bologna frequentò il liceo classico, poi si iscrisse a Lettere e Filosofia. Nel 1942 pubblicò a proprie spese le Poesie a Casarsa, in dialetto friulano.

L'8 settembre del 1943 disertò e si rifugiò presso la madre a Casarsa.
Nel 1945 si laureò con una brillante tesi su Pascoli. Lo colpì profondamente la tragica morte del fratello partigiano, ucciso con altri compagni, dai partigiani rossi e filo-jugoslavi.
Nel 1949, denunciato e processato per omosessualità, Pasolini dovette rinunciare all'inseguimento. Si trasferì a Roma con la madre, tra gravi difficoltà economiche. Scrisse romanzi e sceneggiature cinematografiche. Nel 1955 pubblicò il romanzo Ragazzi di cita, da quell'anno iniziò a lavorare alla rivista Officina di Bologna, che promosse un aggiornamento delle posizioni culturali del marxismo.

Nel 1957 pubblicò l'importante raccolta di versi Le ceneri di Gramsci. Nel 1959 uscì il secondo romanzo, Una vita violenta, più vicino ai canoni del realismo socialista. Nello stesso anno Officina fu costretta a chiudere a causa di un epigramma di Pasolini contro il papa Pio XII.
Dal 1960 svolse intensamente l'attività di regista cinematografico, firmando opere quali Accattone (1961), Il Vangelo secondo Matteo (1964), Teorema (1968), Medea (1970), fino alla trilogia della vita, costituita da Il Decameron (1971), I racconti di Canterbury (1972), Il fiore delle Mille e una notte (1974).
Dal 1966 diresse l'importante rivista Nuovi Argomenti, insieme a Moravia e a Enzo Siciliano. Su di essa pubblicò, tra l'altro, il Manifesto per un nuovo teatro (1968), che accompagnò la rappresentazione della tragedia Orgia (1968).
Pasolini era ormai uno dei protagonisti della vita pubblica italiana; un intellettuale impegnato, critico verso le storture della società italiana, verso i partiti politici tradizionali, verso ogni acquiescenza borghese, a cui egli contrapponeva il richiamo della civiltà contadina, il motivo della felicità del popolo.
Pasolini visse lo scandalo della propria omosessualità come una provocazione, come sfida a un mondo divenuto sordo ai valori. In lui le radici del cattolicesimo s'incontravano, e si scontravano, con l'appello del marxismo, senza che nessuna delle due fedi potesse placarlo.
La sua posizione di intellettuale eretico e luterano ricorda la figura di Gesù del suo film Il Vangelo secondo Matteo, che vuole porsi radicalmente come segno di contraddizione per la società del suo tempo. Sono i temi che alimentano le poesie della Religione del mio tempo (1961) e i saggi raccolti in Passione e ideologia (1969).
Negli ultimi anni scrisse articoli polemici sui giornali quotidiani (specie Il tempo e il Corriere della Sera); questi sono stati poi raccolti nei volumi Scritti corsari (1975) e Lettere luterane (postume, 1976). Morì assassinato il 2 novembre 1975, all'Idroscalo di Ostia, in uno squallido scenario di borgata che ricordava da vicino tante sue sequenze cinematografiche, e proprio per mano di uno di quei ragazzi di vita da lui ritratti con un umana simpatia.

Registrati via email