Sintesi sul Simbolismo e l’Ermetismo

Il Simbolismo è una tendenza poetica sorta all’interno del Decadentismo, vasto e complesso movimento culturale che si diffuse in Europa a partire dagli anni 1880-1890. precursore di questa poetica viene considerato Charles Baudelaire che, in un suo celebre verso, aveva parlato del mondo come di “una foresta di simboli”. Secondo i Simbolisti, il poeta ha il compito di decifrare questa fitta trama di segni misteriosi per cogliere il senso più riposto della realtà. Solo l’intuizione e l’arte possono penetrare il reale sino in fondo, coglierne la vera essenza. La poesia deve pertanto andare oltre le apparenze, superare i limiti dell’esperienza percettiva comune e rivelare l’unità profonda dell’esistente, colto attraverso le evocazioni incrociate di suoni, profumi, colori. È il trionfo della sinestesia. Il poeta sceglie perciò le parole non tanto per il loro significato oggettivo, quanto piuttosto per il loro potere di suggestione e di evocazione. Il linguaggio si libera dai vincoli ordinari, i nessi logici e sintattici del discorso tendono a scomparire, mentre sono privilegiati gli aspetti fonici e analogici dei termini, con una grande attenzione alla musicalità del verso.

L’Ermetismo è una corrente poetica che si sviluppa in Italia, soprattutto a Firenze, nel decennio 1930-40. l’Ermetismo ebbe un suo saggio-manifesto, redatto nel 1938 dal critico Carlo Bo e intitolato Letteratura come vita. I suoi esponenti principali furono Salvatore Quasimodo, Carlo Betocchi, Sergio Solmi, Alfonzo Gatto, Mario Luzi, Leonardo Sinisgalli, Vittorio Sereni, Piero Bigongiari.
Fra i suoi aspetti distintivi il concetto di letteratura come valore assoluto e totalizzante, strumento di conoscenza e di approfondimento interiore. Con la poesia il letterato tenta di svelare il senso autentico della vita, di trovare un mezzo di elevazione verso l’assoluto, l’universale, l’eterno, e arriva a tendersi in modo inquietante anche verso “ciò che non si può dire”, verso il silenzio e “l’assenza”.
Il movimento si riallaccia in modo particolare al Simbolismo e, per alcuni elementi, anche al Surrealismo. Del primo assume il valore evocativo, magico, “sacrale” della parola che svela l’essenza stessa della realtà, la ricerca rigorosa di perfezione formale, il rifiuto del canto spiegato e dell’oratoria etico-politica. Dal secondo eredita le metafore fantastiche di difficile decifrazione al confine tra realtà e sogno, il libero gioco delle immagini, la capacità del viaggio interiore.
I poeti ermetici, nella loro ricerca di essenzialità, utilizzano una lingua molto selettiva nel lessico, che sfrutta la capacità allusiva dei termini e che fa spesso ricorso all’analogia e alla sinestesia.

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