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La lirica tra Ottocento e Novecento

Nel corso dei secoli il genere lirico torna ad avere un ruolo di assoluta preminenza, in particolare nell'Ottocento e nel Novecento.
Nel XIX secolo i fautori di tale rinascita furono i poeti romantici, sostenitori di una poesia più libera, espressione dell'io del poeta. La lirica appare, per questo, la forma espressiva più adatta.
Altro tema fondamentale, oltre all'io sentimentale del poeta, è il rapporto tra l'io e il mondo: i poeti esprimono nelle loro liriche, le loro domande, i loro dubbi, le loro incertezze sull'esistenza, sulla vita, sulla morte.
Con Charles Baudelaire il poeta utilizza la lirica come mezzo di evasione, di fuga dal reale.
La descrizione e la narrazione scompaiono nella poesia, il poeta moderno vive una realtà allucinata e atemporale; allo stesso tempo, il linguaggio viene stravolto, i significati delle parole si dilatano.
Cambia lo scopo della poesia lirica, ora essa deve evocare e creare un nuovo universo.
L'oscurità è l'elemento base della poesia del Novecento ed i poeti hanno molta cura nell'esaltare e sottolineare tale caratteristica, basti ricordare un poeta come Montale che scrive che a nessuno scriverebbe versi "se il problema della poesia fosse quello di farsi capire."

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