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La letteratura nell’età della Restaurazione

Dopo lo scoppio della Rivoluzione francese (1789) alla caduta di Napoleone (1814) l’Europa fu sottoposta a grandi cambiamenti. Dopo la caduta di Napoleone ci fu tra il 1814 e il 1815 il Congresso di Vienna, il cui scopo era quello di attuare la Restaurazione: riportare i vecchi sovrani sui loro troni e far sì che i regimi riacquisissero il loro potere. Tutto ciò accadde, ma nonostante i vecchi regimi fossero tornati al potere, la situazione sociale era parecchio mutata: il popolo aveva coscienza di sé e del suo potere. L’Italia con il suo frazionamento politico visse gli influssi francesi in maniera particolareggiata e ogni Stato li assorbiva a modo suo. L’elemento comune fra tutti era la stanchezza che si provava nei confronti della rivoluzione e della sua politica e soprattutto si andava contro quegli ideali razionalistici e illuministici. La una cosa importante che la Rivoluzione francese lasciò alle popolazioni italiane fu il forte senso di patriottismo, infatti la popolazione d’Italia era ormai stanca del frazionamento politico e desiderava essere un popolo unito dal punto di vista politico, ma anche sotto il profilo culturale ed economico. Questo fu l’inizio determinante per tutte quelle scelta che portarono all’unificazione (1861).

Un ruolo fondamentale in questo periodo lo ebbero gli intellettuali. Nel periodo napoleonico essi parteciparono attivamente alla vita politica ed insieme ad alcuni rappresentanti del clero e giornalisti arrivarono addirittura a formare una parte di quella classe dirigente che dopo la caduta di Napoleone prese sempre più piede e crebbe di importanza. Furono importanti anche i giornali e la pubblicistica perché erano i mezzi più diretti per sapere ovunque ciò che accadeva e per indirizzare l’opinione pubblica o in un senso o in un altro. Importanti furono anche le opere storiche e il teatro giacobino o patriottico. Il teatro era molto importante per la diffusione di idee perché aveva un contatto diretto con il pubblico e permetteva quindi un’ influenza maggiore. Al fallimento della ragione gli intellettuali avevano reagito in due modi: ci fu chi pensò di creare un futuro migliore guardando al passato come i Neoclassici e ci fu chi cercò di andare avanti trovando nuovi ideali come i Romantici con il culto del sentimento.

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