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Dopo l’unità d’Italia la letteratura ebbe il compito si uniformare il popolo italiano linguisticamente.
Manzoni è forse il primo che si occupa del tema della lingua (Risciacquare i panni in Arno).
Persino l’incipit dei Promessi Sposi è basato sul tema della lingua: l’espediente narratologico consiste nell’aver ritrovato un manoscritto del 1600, che, secondo lui era incomprensibile ai moderni, allora si propose di riscriverlo toscanizzandolo ma mantenendo la storia.
A questo punto la lingua ufficiale italiana viene “toscanizzata”.
La letteratura deve anche creare una memoria comune: Dante e Petrarca vennero considerati coloro che formarono la storia della letteratura italiana creando un’unità poetica e culturale.
Di questo periodo è la letteratura di Francesco De Sanctis, che elabora la “Storia della letteratura italiana”; nacque come manuale scolastico. Inizialmente aveva 20 capitoli e andava dalla civiltà comunale fino ai suoi giorni (Leopardi e Manzoni).

All’unificazione dell’Italia l’analfabetismo era piuttosto radicato (80%). Vengono così ideate alcune riforme sulla scuola: la prima, la Legge Casati, del 1859 rende la scuola gratuita e obbligatoria fino alla seconda elementare mentre la seconda, la Legge Coppino del 1877, stabilisce l’obbligatorietà fino ai nove anni.
L’intellettuale in questo periodo si pone come vate, come colui che indica la strada (D’Annunzio poeta vate per eccellenza), oppure come poeta di rottura che non rispettava gli schemi classici.
Un’importante passo per lo sviluppo a livello linguistico e intellettuale è la distribuzione dei giornali, che rende partecipi anche le donne e la classe media.

Accademia della Crusca è un’istituzione italiana nata nel 1583 costituita da filologi, studiosi e esperti di linguistica che si impegna a mantenere la nostra lingua “pulita” e lineare, aggiungendo parole entrate a far parte della lingua comune e rimuovendo quelle in disuso, il loro obiettivo è anche quello di formare nuovi ricercatori nel campo linguistico e filologico.

Il romanzo conosce finalmente la fortuna perché è più adatto al pubblico “umile”. Il primo romanzo è Madame Bovary di Gustave Flaubert.

I generi letterari più in voga erano: i romanzi storici, il teatro, il dramma moderno che nasce alla fine nell’800, che tratta dei problemi nelle famiglie, portato in Italia da Pirandello dalla Norvegia (li nasce con Ibsen, il quale trattò dei rapporti famigliari, Casa di Bambole), il dramma borghese, ambientato tra le persone comuni, il quale nacque a metà Ottocento, e il melodramma (dramma in musica), già visto con Metastasio (Trapassi). Drama dal greco, azione scenica.

L’uomo si rende conto che ci sono delle cose a cui bisogna credere anche senza vederle, non solo nell’ambito religioso, ma anche in ambito tecnico, fisico e scientifico. La scienza irrompe nella vita dell’uomo comune, per questo la letteratura si apre alla realtà.

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