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L'età del realismo e decadentismo(1876-1925)

Tra il 1850 e il 1875, un intenso sviluppo dell'attività industriale fu legato al rapido successo scientifico e tecnico (seconda rivoluzione industriale).
Il ventennio 73-95, è dominato dalla grande depressione caratterizzata dalla riduzione dell'occupazione.
Ne derivano cambiamenti in politica economica: adozione del protezionismo, lo sviluppo dell'imperialismo coloniale.
Nello stesso periodo e il proletariato delle fabbriche trova nel pensiero socialista gli strumenti per organizzare la difesa dei propri interessi e la lotta contro il capitalismo.
Con la prima guerra mondiale e esplodono tensioni politiche.
Gli intellettuali europei sono costretti in questi decenni ad affrontare una grande crisi di identità provocata dalla caduta dei principi liberali e dall'affermarsi di nuove classi sociali. Intanto mutamenti culturali investono tutte le classi: i fondamenti del pensiero scientifico vengono rivoluzionarti e si sviluppano nuove discipline come la biochimica e la psicoanalisi. L'Italia vive la stessa trasformazione degli altri paesi europei alla quale però si aggiunge ritardo dell'industrializzazione e lo squilibrio territoriale dato dall'arretratezza dell'economia meridionale.
La popolazione contadina pur riducendosi a favore di quell'operaia rimane prevalente tutto il paese specialmente nel meridione.
Le condizioni di vita del mondo contadino sono drammatiche.
Dal 1893 al 1920 si hanno agitazioni sociali in campagna e in città. I governi italiani cercano di sedarle a favore dei ceti non abbienti. Altra soluzione ai problemi sociali è data dall'emigrazione dai paesi più poveri verso le Americhe. Oltre alle tensioni ed economica l'Italia affronta anche problemi politici: completare l'unità dei territori, diventare una grande potenza internazionale è il difficile rapporto col papato.
Anche gli intellettuali si trovano di fronte ad una realtà in trasformazione. Alcuni tendono a rappresentare i problemi della società, altri esprimono la crisi del loro tempo e si chiudono in un mondo alternativo.
È assai diffusa fra gli artisti una profonda inquietudine datata da incertezza, insoddisfazione e sradicamento venuti fuori con la delusione per l'esito delle imprese coloniali e della prima guerra mondiale.
La rivolta culturale è praticata dai futuristi tra il 1900-1916 sotto la guida di Marinetti. Essi si presentano come violenti contestatori della tradizione artistica e della società. La sinistra salita al portiere nel 1876 par combattere l'analfabetismo introdusse nel 77 l'obbligo dell'istruzione elementare a carico dei comuni. Date le difficoltà di questi a gestire le scuole nel 1911, lo Stato assume in controllo dell'istruzione primaria.
L'Italia rimane una lingua prevalentemente scritti da, solo una minoranza lo parla correttamente. Le lingua scritta da adotta il modello manzoniano e il giornalismo e alcuni grandi prosatori (Verga-Svevo-Pirandello) elaborano una lingua scritta meno selettiva.
In Italia l'attività di traduzione di lingua straniera aumenta fortemente. Dal francese Balzac, Flaubert, Zola. Dall'inglese Dickens, Byron, Shelley. Dal tedesco Shiller e Goethe. Dallo russo Tolstoj e Dostoevskij.
Nell'ambito degli spettacoli della borghesia vuole imitare l'eleganza dei teatri aristocratici. In molte città si costruiscono strade che imitano i grandi teatri con platea palchi gallerie ricche di decorazioni e l'utilizzo dell'elettricità. Esistono le compagnie di giro non stabili e non sovvenzionate e hanno vita breve.
Nel 1895 nasce in Francia il cinematografo inventato dai fratelli Lumière e si diffonde in pochi mesi in Italia.

Generi letterari
Le produzione letteraria subisce trasformazioni nell'alternarsi di romanticismo e neo classicismo, si sostituiscono verismo, classicismo, simbolismo, decadentismo, crepuscolarismo, futurismo, ermetismo.
Allo romanzo storico e alla lirica si sostituiscono aperture e sperimentazioni tipiche di alcune letterature straniere (francese-inglese-tedesca).
I futuristi introducono nell'arte europea il concetto di avanguardia e propongono una rottura con il passato per esaltare la modernità. Le manifestazioni letterarie europee e italiane di questi decenni sono dominati da due orientamenti: realismo e simbolismo-decadentismo.
Il realismo rappresenta nelle opere d'arte la realtà senza fughe nel fantastico. Esso trova applicazione nel naturalismo francese, corrente sviluppata da Zola, che creando il romanzo sperimentale dà vita ad una narrativa basata sugli stessi metodi delle scienze: lo scrittore ciò analizza e descrive i comportamenti umani, le condizioni sociali e psicologiche degli uomini così come lo scienziato fa con i fenomeni chimico fisici.

Simbolismo e decadentismo, movimenti nati in Francia, sono caratterizzati dalla sfiducia nella regione scientifica e dell'apprezzamento della capacità intuitiva e dell'attenzione ai molti psicologici. I decadenti hanno come base l'estetismo (amore per il bello come valore assoluto) e l'esotismo (gusto per ciò che è raro e disprezzo per il quotidiano). Sulle letterature europee si fanno sentire l'influenza della psicoanalisi elaborata a Vienna da Freud individua nella mente umana la presenza dell'inconscio.
Nella produzione di romanzi, in Italia il realismo trova espressione negli anni 70 con il verismo e rappresenta la realtà in modo oggettivo e scientifico. Ispirandosi al naturalismo in verismo è legato all'ambiente provinciale, specialmente meridionale ed è attento al mondo contadino.
I maggiori scrittori veristi sono Verga, Capuana e De Roberto.
Luigi Capuana (1839-1915), siciliano, scrittore di racconti per ragazzi, scrive il romanzo "il marchese di Roccaverdina". La storia passione tanto travolgente da portare ad un delitto.
Egli approfondisce la psicologia malata del protagonista descritto come un vinto dalle forze misteriose presenti nella mente umana.
De Roberto, nato a Napoli, autore di racconti, scrive "I Viceré" in cui descrive la decadenza di una famiglia nobiliare siciliana nel momento del passaggio dal regime borbonico alla nuova realtà dell'Italia unita.

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