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Estetismo

Negli ultimi decenni del 1800 è evidente la ricerca di una poesia nuova, con una total rinuncia del culto del dato oggettivo che, invece, aveva caratterizzato il Positivismo e il Naturalismo. Da ciò deriva l’Estetismo, un movimento artistico nato in Inghilterra, ma anche un vero e proprio stile di vita.
Il principio alla base dell’Estetismo è quello dell’arte per l’arte, che esalta il valore della bellezza artistica e considera l’arte non assoggettabile alle regole della morale comune e priva di intenti politici e civili. L’esaltazione assoluta dell’arte si traduce nel rifiuto del Realismo e dell’utilitarismo borghese, a cui viene contrapposta la rivendicazione della bellezza come esperienza superiore e l’affermazione di un nuovo ruolo dell’artista, non più cantore del progresso e della borghesia ma, bensì individuo eccezionale che si distingue dalla massa.

Secondo la teoria dell’Estetismo l’artista deve vivere la propria vita come un’opera d’arte e da ciò deriva la figura dell’esteta o dandy, cioè la persona aristocratica e raffinata che fa della sua vita una continua ricerca del bello anche nella quotidianità. Infatti, l’esteta odia la vita comune, nutre un profondo disprezzo per una società dominata dall’interesse materiale e dal profitto, ma al contempo ha un’ossessiva attrazione per la mondanità, per la vita frivola e per gli oggetti inutili e preziosi. Egli intende vivere nel culto di una “vita inimitabile”, secondo l’espressione di D’Annunzio, segnata anche dallo scandalo che suscita interesse e scalpore, sostituendo alla morale il culto del bello e andando continuamente alla ricerca di piaceri raffinati, impossibili per una persona comune. In lui è inoltre presente un continuo stimolo a godere della giovinezza fuggente, in cui l’esaltazione del piacere è morbosamente collegata alla corruzione e alla decadenza e la bellezza è intesa come suprema manifestazione del generale.
In tal senso, possiamo riassumere i punti cardine dell’ideologia esteta:
• il culto dell’arte per l’arte;
• il rifiuto della morale comune;
• il disprezzo per l’età moderna, per la volgarità della massa;
• la ricerca di uno stile di vita aristocratico e raffinato ispirato al culto della bellezza e della eccezionalità;
• il rifiuto di ciò che è semplice e naturale.

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