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Il Decadentismo - Introduzione

Gli ultimi decenni dell'800 sono contrassegnati in tutta Europa dalla crisi degli ideali borghesi. La convinzione di un progresso senza fine e la fiducia nella tecnica che avevano portato la borghesia al potere, cominciano a vacillare: scrittori e poeti si sentono sempre più estranei ad un mondo in cui la legge dominante è quella del guadagno. In una società fortemente industrializzata, come è quella europea di fine '800, l'individuo perde di fatto il suo valore. I conflitti sociali divengono sempre più aspri e le scoperte scientifiche, anzichè alimentare speranze di miglioramento sociale, producono negli intellettuali un forte senso di smarrimento di fronte ad una realtà che non riescono più a conoscere pienamente con gli strumenti della ragione. Il movimento culturale che esprime il senso di crisi e di estraneità dell'uomo si chiama: decadentismo.

Il termine Decadentismo fu usato inizialmente in senso dispregiativo per indicare la nuova generazione dei poeti "maledetti" che inveivano contro la società borghese. Le caratteristiche del Decadentismo sono:
- critica del positivismo e del realismo;
- affinità con il Simbolismo;
- esaltazione delle componenti fantastiche e dell'animo umano;
- rifiuto della morale borghese.
I movimenti filosofico - letterari collegati al Decadentismo sono: l'estetismo, il nichilismo, la psicoanalisi e la filosofia di Bergson.
I maggiori rappresentanti della poesia decadente in Italia sono Giovanni Pascoli, Gabriele D'annunzio e Luigi Pirandello.

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