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La differenza di Guido Gozzano

La differenza


Penso e ripenso: – che mai pensa l’oca
gracidante alla riva del canale?
Pare felice! Al vespero invernale
protende il collo, giubilando roca.

Salta starnazza si rituffa gioca:
né certo sogna d’essere mortale
né certo sogna il prossimo Natale
né l’armi corruscanti della cuoca.

– O papera, mia candida sorella,
tu insegni che la Morte non esiste:
solo si muore da che s’é pensato.

Ma tu non pensi. La tua sorte è bella!
Ché l’essere cucinato non è triste,
triste è il pensare d’esser cucinato.

Parafrasi della poesia


Penso e ripenso: - l'oca gracidante nella riva del canale che cosa mai penserà? Sembra felice! Rivolge il suo collo verso verso il tramonto d'inverno, essendo gioiosa con la sua voce roca. Salta, sbatte ripetutamente le ali, gioca: certamente non sogna di essere mortale né sogna il prossimo Natale o gli strumenti da cucina che utilizzerà la cuoca. O papera, mia candida sorella, tu mi insegni l'inesistenza della morte: si muore solo quando lo si è pensato. Tu però non pensi. Tu hai tanta fortuna! Considerando che l'essere cucinato non è una cosa così tanto triste, è triste soltanto pensare di esser cucinati!

La differenza, Guido Gozzano, figure retoriche


Ecco le principali figure retoriche della poesia La differenza di Guido Gozzano:

-Che mai pensa l’oca gracidante --> enjambent
-Rime: nella prima strofa segue lo schema: A-B-B-A; nella seconda strofa segue lo schema: A-B-B-A; nella terza e quarta strofa: C-D-E/C-D-E.
-«né certo sogna d’essere mortale né certo sogna il prossimo Natale» --> Anafora.
-Suoni delle s -->allitterazione.
-l’armi --> latinismo.
-O papera, mia candida sorella --> personificazione.

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