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Decadentismo


Il termine “decadentismo” indica un movimento artistico e una particolare corrente letteraria che si sviluppa parallelamente al positivismo. È questa la grande peculiarità che domina gli ultimi decenni dell'ottocento, l'affermarsi contemporaneamente di due correnti letterarie in completa antitesi tra di loro: se infatti il positivismo è caratterizzato da una grande e illimitata fiducia nel progresso, nelle numerose scoperte scientifiche e invenzioni tecnologiche e nel cosiddetto “materialismo storico”, il decadentismo al contrario si basa su un pessimismo generale, su dubbi e incertezze che si riflettono non solo nella poetica di questi autori, quindi nelle poesie e nelle opere ma si traducono anche nella vita personale degli stessi.

Decadentismo e Pascoli


Delle stesse caratteristiche diventano portavoce anche i personaggi delle loro opere, i cosiddetti “eroi decadenti” legati tutti da un totale rifiuto della realtà e destinati nello stesso modo al fallimento. Ne è un esempio Huysmans con il suo romanzo “A Ritroso” dove il suo protagonista, un uomo ricco e nobile, amante dell'arte, della letteratura e della musica ma in particolar modo del “bello” da lui inteso come qualcosa di innaturale ed eccezionale in grado di suscitare stupore e meraviglia, sarà indotto per amore di queste passioni a condurre una vita disordinata che presto genererà una grande solitudine portandola così alla “nevrosi”. La sconfitta in questo romanzo consiste nel forzato e involontario ritorno del protagonista in mezzo a quei valori e a quei uomini che egli considera banali e che disprezza tanto. Ma ancor più drammatico è il fallimento di cui il personaggio di Oscar Wilde è testimone.

Decadentismo e D'Annunzio


Dorian Grey, è questo il nome del protagonista, è un giovane molto bello ed è proprio la consapevolezza di ciò che lo condurrà ad una vita sfrenata di piaceri senza scrupoli e senza regole morali. Nel frattempo la sua cattiveria e la malvagità non sono impresse nel suo volto bensì su quello del ritratto a cui egli teneva tanto e ceh acquisirà la normale fisionomia solo dopo la morte del protagonista. Anche “l'esteta” di D'Annunzio, personaggio nobile e molto ricco, ripugna la realtà che lo circonda e disprezza i valori che si stanno affermando. Per questo egli vivrà la sua vita solo nell'esteriorità, in modo superficiale e vivrà sempre ripiegato su se stesso in quanto non riuscirà mai ad accettare la realtà. In altre parole, l'eroe decadente, come emerge da tutte queste opere, tende a vivere la propria esistenza come “opera d'arte” lasciandosi guidare più dagli istinti che dalla razionalità.
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