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La poesia dagli anni '20 agli anni '50

Il trentennio che va dal 1920 al 1950 è caratterizzato dalla tendenza alla normalizzazione, a stemperare gli “eccessi” che si erano visti durante il periodo delle avanguardie, si assistette così a un certo recupero di alcuni metri tradizionali.
Il recupero della tradizione si vede soprattutto nella ripresa della poesia simbolista seppur con elementi di maggior originalità, si notava ancora la crisi delle certezze: per questo si parla di Classicismo modernista; per quanto riguarda l'Italia il ritorno all'ordine fu più netto che altrove.
Le prime raccolte di Ungaretti portano all'estremo l'innovazione del verso libero fino a ridurlo a una sola parola. In contrapposizione al linguaggio oscuro di Ungaretti si nota la chiarezza di quello di Saba che conserva cadenze tradizionali.
Ungaretti fu il precursore della linea “novecentista” mentre Saba di quella “antinovecentista”.

La linea novecentista era fondata sul gusto analogico simbolista con un linguaggio alto tendente alla purezza del quale fanno parte Ungaretti e gli ermetici (Gatto, Luzi); mentre la linea antinovecentista che fa capo a Saba e Montale che costituisce una poesia anti-simbolista e con modi espressivi prosastici.
Montale è stato per parecchio tempo considerato facente parte della linea novecentista ma oggi si tende a considerare la sua poesia come ricerca di soluzioni alternative.

La linea novecentista
Gli anni del Fascismo spinsero molti poeti a ritirarsi dalla scena politica per dedicarsi alla ricerca di una poesia pura e rarefatta, facendo così nascere l'Ermetismo.
L'Ermetismo faceva coincidere la poesia con la vita, aveva un carattere chiuso, difficile e utilizzava un linguaggio al limite dell'incomunicabilità. Il dolore rappresentato dai poeti nelle poesie doveva rappresentare il dolore di tutto il mondo, per questo motivo la parola si carica di molteplici significati e si fa evocatrice e allusiva.

La linea antinovecentista
Questo tipo di poesia fu caratterizzato dalla chiarezza e semplicità dell'espressione, una poesia che non rinunciava ad affrontare i temi della contemporaneità. Il punto di riferimento di questa tendenza è Saba ma molto importante anche Montale. Nella linea antinovecentista si distingue un filone realistico e un filone impressionistico.

Salvatore Quasimodo
Un esponente importante dell'Ermetismo è Quasimodo. Nella sua prima fase poetica è evidente la lezione di Ungaretti, ovvero la tematica esistenziale e dunque anche l'adesione ai temi dell'Ermetismo.

Egli pone al centro della propria riflessione (precedente alla guerra) la sofferenza innata alla vita dell'uomo moderno, la mancanza di certezze che può essere parzialmente lenita con la memoria dell'infanzia, il cui sollievo è solo momentaneo e illusorio poichè il dolore del presente, a confronto, non può che approfondirsi. Successivamente con la raccolta Giorno per giorno (1947) la poesia ritrova una funzione civile, arricchendo i temi con questioni legate alla realtà politica e sociale legate ad un'ansia di comunicazione. Quasimodo vede la poesia come momento di sintesi delle contraddizioni e come punto di vista superiore e privilegiato.
Ed è subito sera (Acque e terre): senso della natura umana e della solitudine dell'uomo.
Alle fronde dei salici (Giorno per giorno): testimonia l'impegno civile che caratterizza la sua poesia successivamente alla Seconda Guerra Mondiale. Si trasferisce su un piano storico.

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