Le parentesi letterarie del 1900 in Italia
L’avanzare dell’industrializzazione e delle sue conseguenze economiche e sociali, la crisi del positivismo, il sorgere di forme di pensiero irrazionaliste, il diffondersi di nuovi studi di scienze umane, fa avvertire gli effetti nel campo della creatività artistica e, in particolare, di quella letteraria.
Negli anni fra il 1840 e il 1880 prende forma un movimento destinato a diffondersi in tutta Europa, che viene indicato col termine decadentismo. Esso ha la sua origine in Francia e trova occasione di manifestarsi nel bisogno avvertito da un gruppo dio intellettuali di rifiutare la realtà politica creatasi con la repressione del movimento rivoluzionario della comune.
La svalutazione della ragione comporta il rifiuto da parte del nuovo tipo di intellettuale di ogni prospettiva democratica, che si regge su criteri di uguaglianza, i quali risalgono ad una lettura in chiave logica dei diritti dell’uomo.
I decadenti invece vedono in essa solo il trionfo della massa. Nel decadentismo Il rifiuto dell’azione concreta nel quotidiano non significa l’annullamento di ogni funzione per la figura dell’artista. Dato che alla ragione i decadentisti sostituiscono come strumento privilegiato di conoscenza l’intuizione, essi contrappongono proprio il il modello dell’artista.
La svalutazione delle leggi morali porta alla celebrazione di una libertà assoluta: ogni precedente distinzione fra reale e ideale, fra arte e vita viene eliminata. Unica norma valida rimane il valore estetico. Fra gli atteggiamenti più caratteristici dei poeti rientrano il satanismo e il maledettismo.
Il valore dato alle sensazioni porta gli intellettuali decadenti a privilegiare un’interpretazione del tutto soggettiva del mondo. L’artista è giudicato in base alla sua capacità di esprimere una personale interpretazione delle proprie esperienze di vita.
Come si svaluta l’azione si svaluta anche la storia. Il tema del tempo assume nuovo significato trasformandosi nel motivo della memoria. Il decadentismo segna la fine dell’ottocento e, l’esaurirsi del primato della cultura europea, ma apre il mondo anche alla modernità. In Italia già la scapigliatura aveva in parte preannunziato il decadentismo che appare però chiaramente solo nelle opere di D’Annunzio, Pascoli, e di Pirandello.

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