Il Neorealismo

È la tendenza a rappresentare la realtà in modo realistico, con i suoi problemi e le sue ingiustizie. Questa tendenza nasce da un nuovo impegno che incomincia a manifestarsi gia verso il 1930 come opposizione alla cultura fascista dominante e come superamento dei temi tipici del Decadentismo.
In questi anni infatti si sviluppa la concezione secondo la quale gli intellettuali devono assumersi delle responsabilità storiche e farsi portavoce dei bisogni del popolo.
Come i veristi del secolo precedente, gli scrittori neorealisti rappresentano le condizioni di vita della parte più povera ed emarginata della popolazione italiana. A differenza dei veristi, però, essi credono che l'impegno politico e sociale possa cambiare le cose e costruire una nazione più democratica e più giusta.
I neoralisti vogliono che le loro opere possano essere lette anche dal popolo e anche per questo adottano un linguaggio semplice e diretto che spesso ricalca la lingua quotidiana.
Gli anni di maggior affermazione del Neoralismo sono quelli che vanno dal 1943 al 1950. Sono gli anni della resistenza al regime fascista e quello nazista, gli anni in cui molti scrittori sono impegnati nella lotta partigiana prima e nel dibattito politico poi.
I temi più frequenti nelle opere neoraliste sono la lotta dei partigiani, le rivendicazioni degli operai e la rivolta dei contadini.
In quel periodo anche il cinema racconta storie ispirate alla realtà e ai problemi sociali dell'Italia che, dopo gli orrori e le distruzioni della guerra civile, cercava di costruire il suo futuro.

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