Daniele di Daniele
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Il Futurismo

Il Futurismo fu un movimento artistico e culturale che sorse in Italia nel primo Novecento. Il capo riconosciuto in questa corrente fu Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944), scrittore e poeta, che nell'anno 1909 pubblicò a Parigi il Primo manifesto futurista, contenente i principi della sua concezione dell'arte e della vita, fondate sul dinamismo, base della moderna civiltà delle macchine. Altro importante rappresentante di questo movimento fu Aldo Palazzeschi (1885-1974).
In letteratura la poetica dei futuristi è caratterizzata dalla celebrazione dei prodotti della scienza e della tecnica e da una proiezione totale dell'uomo verso il futuro. Il passato viene rinnegato in quanto espressione di ignoranza e di superstizione e, con esso, vengono rifiutate tutte le regole retoriche e stilistiche, proponendo una sorta di scrittura "automatica", che mira a sconvolgere la tradizionale organizzazione delle parole con le cosiddette "parole in libertà". Tali sperimentazioni lessicali introdussero nelle poesie onomatopee, suoni senza senso e rumori, anticipando la corrente del Dadaismo, forma artistica nata nel 1916, basata sulla negazione di tutti i valori razionali e sull'esaltazione dei valori istintivi, elementari, infantili. La poesia, liberata così dal ritmo e dalle convenzioni grammaticali, adottò nuovi accorgimenti tipografici che ne esaltarono l'originalità e la suggestione.
L'esaltazione per la novità e la febbre distruttiva verso tutto ciò che era considerato vecchio e sorpassato condussero anche all'esaltazione della guerra e alla creazione di un nuovo superuomo. I futuristi furono favorevoli all'intervento dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale, in quanto solo la distruzione del vecchio mondo avrebbe potuto permettere la costruzione di un mondo nuovo e perfetto.

Poesia-campione: "Lasciatemi divertire" di Palazzeschi

I futuristi suscitano molto scalpore nel mondo letterario per il loro anticonformismo, per la decisione con cui rigettavano il passato e per l'entusiasmo con cui inneggiavano al futuro. Aldo Palazzeschi, in questa poesia, si diverte a sovvertire le regole poetiche tradizionali, sostituendo alle parole suoni inventati e privi di senso e ironizzando sulla funzione della poesia e su se stesso.

Tri tri tri,
fru fru fru,
uhi uhi uhi,
ihu ihu ihu.

Il poeta si diverte,
pazzamente,
smisuratamente.
Non lo state a insolentire,
lasciatelo divertire
poveretto,
queste piccole corbellerie
sono il suo diletto.

Cucù rurù,

rurù cucù,
cuccuccurucù!

Cosa sono queste indecenze?
Queste strofe bisbetiche?
licenze, licenze,
licenze poetiche.
Sono la mia passione.

Farafarafarafa,
Tarataratarata,
Paraparaparapa,
Laralaralarala!

Sapete cosa sono?
Sono robe avanzate,
non sono grullerie,
sono la... spazzatura
delle altre poesie.

Bubububu
fufufufu
Friù!
Friù!

Se d'un qualunque nesso
son prive,
perchè le scrive
quel fesso?

Bilobilobilobilobilo
blum!
Filofilofilofilofilo
flum!
Bilolù. Filolù.
U.

Non è vero che non vogliono dire,
vogliono dire qualcosa.
Voglion dire...
come quando uno
si mette a cantare
senza saper le parole.
Una cosa molto volgare.
Ebbene, così mi piace di fare.

Aaaaa!
Eeeee!
Iiiii!
Ooooo!
Uuuuu!
A! E! I! O! U!

Ma giovinotto,
diteci un poco una cosa,
non è la vostra una posa,
di voler con così poco
tenere alimentato
un sì gran foco?

Huisc... Huiusc...
Huisciu... sciu sciu,
Sciukoku... Koku koku,
Sciu
ko
ku

Come si deve fare a capire?
Avete delle belle pretese,
sembra ormai che scriviate in giapponese.

Abì, alì, alarì.
Riririri
Ri.

Lasciate pure che si sbizzarisca,
anzi, è bene che non lo finisca,
il divertimento gli costerà caro:
gli daranno del somaro.

Labalav
falala
falala...
eppoi lala...
e lalala, lalalalala lalala.

Certo è un azzardo un po'forte
scrivere delle cose così,
che ci son professori, oggidì,
a tutte le porte.

Ahahahahahahah!
Ahahahahahahah!
Ahahahahahahah!

Infine,
io ho pienamente ragione,
i tempi sono cambiati,
gli uomini non domandano
più nulla dai poeti:
e lasciatemi divertire!

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