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Futurismo


Movimento nato prima della guerra mondiale. D’Annunzio è morto nel 38. Dai primi del 900 la stagione è attraversata da una serie di avanguardie artistiche che cercando di proporre un’idea nuova dell’arte nella pittura, nella scultura, nella poesia. Il futurismo ha avuto origine da un letterato italiano: Filippo Tommaso Marinetti. E’ un movimento teso a respingere l’arte del passato in tutte le sue forme e a proporre un’idea dell’arte che abbia delle caratteristiche estetiche nuove. Alla perfezione e alla staticità dell’arte antica si contrappone il criterio della velocità della macchina, del tempo che passa, delle trasformazioni della società. Non è un movimento che può andare d’accordo con Pascoli ma con D’Annunzio qualche legame c’è. Propongono la cancellazione di tutto quello che è il passato, la chiusura dei musei e delle biblioteche per costituire una società nuova basata sul culto della violenza, della forza e il disprezzo della donna. Il progressismo è quindi un progressismo solo di facciata. I pittori futuristi non dipingono la realtà ma le impressioni, i colori il movimento che la realtà da all’occhio quindi macchie di colori. Boccioni è il più grande pittore futurista italiano che dipinge i fumi grigi che escono dalle fabbriche e si legano alle nuvole. Le donne vengono viste come simbolo dell’essere debole e remissivo e dicono esaltiamo al guerra sola igiene del mondo perché in guerra muoiono i deboli. Il futurismo nasce con il manifesto del futurismo di Filippo Tommaso Marinetti, poi un testo che dice come devono scrivere i futuristi (verbo all’infinito, segni matematici e musicali, senza punteggiatura) è una letteratura sperimentale che si parla di un modo in trasformazioni della società e anche gli artisti ne sentivano la società di questo cambiamento. I futuristi ovviamente sostenevano il fascismo.

Manifesto del futurismo

Il manifesto tecnico della letteratura futurista


Descrive come si pensa che i futuristi debbano scrivere, scritto nel 1912. Bisogna distruggere la sintassi disponendo i sostantivi a caso, usare il verbo all’infinito, abolire l’aggettivo perché esso sfuma il significato del sostantivo, presuppone una sosta quindi va eliminato. Si deve abolire l’avverbio poiché unisce le frasi. Ogni sostantivo deve essere seguito senza congiunzione al sostantivo da cui è legato per analogia (piazza-imbuto, porta-rubinetto). Bisogna sopprimere il come, il quale, il così, fondere l’oggetto con l’immagine che esso evoca. Abolire la punteggiatura, utilizzare segni della matematica e segni musicali. Si possono esprimere le cose con analogie con le altre cose. Disporre le immagini in disordine, distruggere la psicologica, il museo che non offrono più interesse alcuno.
Vogliamo dare la vita al motore, bisogna introdurre il rumore, il peso e l’odore nella letteratura, lasciar andare la logica. La vista dall’aereoplano è una nuova prospettiva. Inventeremo l’immaginazione senza fili, ovvero il lavoro dell’immaginazione senza la logica giungendo ad un’arte essenziale. Bisognerà rinunciare ad essere compresi in quanto non è necessario.

Descrive il bombardamento della città di Adrianopoli. Il testo rende molto la battaglia, la confusione e gli spari, usa le immagini come gli vengono.

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