Sintesi sul Futurismo e il Crepuscolarismo

Movimento di accesa rivolta nei confronti del gusto e della tradizione artistica del passato, che si sviluppò in Italia nel secondo decennio del Novecento e vide la luce con un manifesto di Filippo Tommaso Marinetti, pubblicato in Francia nel 1909. ad esso ne seguirono altri che riguardavano pittura, musica, scultura, teatro, cinematografia, danza, e da ultimo anche aspetti politico-sociali. Il movimento futurista si propose di coinvolgere in modo totale il mondo della cultura e dell’arte rivoluzionandolo e adeguandolo al dinamismo e alla velocità della moderna civiltà industriale. Nel medesimo tempo, intesa modificare il senso stesso del vivere, abbandonando i vecchi modelli di comportamento della conformista e “passatista” società borghese. i seguaci del movimento esaltarono in modo indiscriminato tutto ciò che è moderno e, in modo particolare, la bellezza della macchina, vero e proprio oggetto di culto, scagliando i loro strali polemici contro tutto ciò che poteva sembrare di ostacolo al progresso industriale e alla dimensione del nuovo. La celebrazione del dinamismo, dell’attivismo, della violenza sfociarono poi nell’esaltazione della guerra. La poetica futurista attuò un’importante rivoluzione soprattutto a livello delle tecniche linguistiche. A questa rivoluzione formale si affianca una rivoluzione tipografica, che trasforma la pagina in una tavolozza in cui i caratteri multicolori il lettore insieme alla particolare disposizione delle parole.

Il termine coniato nel 1910 con intento dispregiativo per designare la poesia italiana contemporanea fu usato in seguito per designare una poesia caratterizza da temi dimessi, intimistici, quotidiani. In realtà i poeti crepuscolari esprimevano l’incertezza di un clima culturale in cui l’intellettuale viveva una profonda crisi di identità e di disadattamento nei confronti della società. l’obiettivo polemico dei Crepuscolari è soprattutto D’annunzio: sono rifiutate le sue tematiche eroiche, i suoi miti, i suoi superuomini e le sue superdonne fatali, il suo linguaggio spesso prezioso, il suo tono magniloquente e oratorio. Lo stile si allontana dalla tradizione classica, si nutre di un linguaggio discorsivo e il lessico è comune e quotidiano.

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