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Ermetismo - La poesia in guerra

Negli anni trenta, quando la vigilanza fascista divenne piu pressante riducendo molto la libertà di espressione, i poeti di quel periodo che publicavano le loro poesie sulle riviste fiorentine, si espressero in un nuovo linguaggio letterario chiamato Ermetismo. Questo termine deriva da ermetico dal latino Hermes che era il nome del messaggero degli Dei, Hermes capiva la lingua che parlavano gli Dei era una lingua difficile da comprendere, come il linguaggio della poesia ermetica. Il critico Francesco Flora definì questo tipo di poesia come una poesia chiusa, oscura, ambigua,misteriosa.
La forma della poesia ermetica si basava su:
• Versi brevi e spezzati;
• L’abolizione della punteggitura;
• Il frequente ricorso all’analogia e al simbolo.
Alcune caratteristiche comuni a molti poeti ermetici erano la volontà di comunicare il dolore, la solitudine e la difficoltà di vivere dell’uomo.

Due furono i poeti che vennero presi in considerazione nell’ermetismo, ma non si consideravano ermetici: il primo fu Giuseppe Ungaretti che in passato si diceva che la nascita di questa corrente letteraria era avvenuta con la pubblicazione della raccolta delle sue poesie di “il porto sepolto” del 1916. in realtà a definire l’ermetismo furono alcuni poeti che scrivevano in delle riviste come “solaria”, “campo di marte” intorno agli anni trenta a Firenze. Ungaretti nelle sue poesie fece si che la parola era capace di raggiungere le radici più profonde e misteriose dell’essere, in oltre ridusse la misura del verso fino a farlo coincidere con una sola parola ed essa veniva isolata e messa in risalto all’interno della pagina. L’altra figura poetica di questo periodo fu Eugenio Montale che rese ancora più oscuro il messaggio poetico usando un linguaggio pieno di simboli. Accanto al poeta Montale e Ungaretti abbiamo altri poeti che appartengono alla scuola ermetica; Salvatore Quasimodo e Alfonso Gatto. L’ermetismo del poeta Gatto era più formale, infatti poi nel secondo dopoguerra si distacco da questa corrente letteraria e si dedicò a liriche di impegno politico e civile, e anche sul tema della morte. Mentre per Salvatore Quasimodo l’ermetismo in un primo momento fu solo una scelta stilistica della sua poesia,poi passò ad una seconda fase dove nella sua lirica prevale una scelta formale, in fine passò ad una terza fase dove scaturisce la dolorosa esperienza di guerra e troviamo nel poeta un impegno di poesia nuova che manifesta il rifiuto della guerra. Anche la poesia di Umberto Saba si ispirò alla semplicità nonostante lui era estraneo alla poetica dell’ermetismo, il suo stile lineare, ma avvolte molto ingenuo per la critica cercava di trasmettere concetti universali nel contesto di una poesia tradizionale che si ispirava su eventi quotidiani.
Anche al di fuori dell’Italia nel periodo tra le due guerre ci fù una grande fioritura della lirica che si espresse attraverso due linee di poesia:
La poesia Pura che era caratterizzata:
• dall’attenzione alla parola
• al linguaggio,
• alla costruzzione,
• alla musicalità del verso,
• alla capacità di esprimersi in immagini piene di analogie
La poesia “Metafisica” significa guardare oltre il mondo fisico, infatti,questa tipo di poesia vuole esprimere il bisogno di oltrepassare la realtà materiale e fisica, di cercare nel mito, nella religione, nella storia i segni di una realtà più profonda.
Questa linea ha due principi di poetica:
• il correlativo oggettivo, l’attribuzione agli oggetti di un valore rappresentativo di emozioni o pensieri che richiamava la poetica dell’oggetto di Montale;
• l’uso della tradizione letteraria e culturale.

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