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AVANGUARDIE STORICHE


Le Avanguardie Storiche (Cubismo, Futurismo, Dadaismo, Surrealismo) sono la risposta alla nuova ricerca espressiva che precede la Prima Guerra mondiale e che si diffonde in tutti gli ambiti artistici, creando nuovi movimenti che si esprimono attraverso un manifesto (punti principali del programma). Il termine Avanguardia è un termine militare che indica chi precedeva il grosso della truppa, e sottolinea quindi il rifiuto per i passatisti e la predilezione per le invenzioni tecnologiche e il moderno. In Italia con Filippo Tommaso Marinetti si sviluppa il futurismo.

Il futurismo è una corrente che si pone in forte contrapposizione con le idee preesistenti di arte. Il Primo Manifesto del futurismo è del 1909, redatto dai futuristi italiani guidati da Marinetti. La corrente è in forte contrapposizione con il passatismo. Predilige l'energia, il movimento, la velocità e il pericolo. Utilizzano la provocazione per comunicare con il pubblico. [un automobile è meglio della Nike di Samotracia, glorificano la guerra (conflitto, energia) come sola igiene del mondo, vogliono distruggere i musei, le biblioteche, le accademie...]

Scriveranno un manifesto per ogni ambito artistico.

Per la letteratura scrivono il Manifesto tecnico della letteratura futurista del 1912, che annuncia la libertà delle parole (paroliberismo), l'eliminazione della punteggiatura, l'accostamento dei sostantivi (doppi) per analogia, l'intuizione, la simultaneità, l'eliminazione degli aggettivi e degli avverbi. Viene introdotta una scrittura visiva, grafica (calligrammi).
Nel “Bombardamento di Adrianopoli” di Marinetti sono presenti tutte queste caratteristiche.

Si sviluppano anche i Crepuscolari. Non sono un gruppo, ma poeti diversi che scrivono con una sensibilità comune, non hanno un manifesto. Questo movimento è la risposta che danno i giovani poeti ai movimenti d'Annunziani e Pascoliani. Non hanno più l'idea del poeta vate che guida il popolo, non ha più un ruolo sociale come nel Risorgimento. Si interrogano sul senso di fare poesia, crisi dell'artista che si sente imbarazzato dal proprio ruolo. Iniziano a fare una poesia “banale”, che parla delle cose quotidiane. I maggiori esponenti sono Guido Gozzano, Marino Moretti (A Cesena), Aldo Palazzeschi (Lasciatemi divertire).

Nei decenni tra il 1947 e il 1965 (dopo la Seconda Guerra mondiale) in Europa nascono le Neo-Avanguardie. In Italia ne fanno parte il Gruppo '63 e il Gruppo '70 (che nasce prima, e riflette sul rapporto tra arte e tecnologia, sui mezzi attraverso cui passa la comunicazione. Producono arte difficile che non ha mercato, critica al capitalismo).

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