Le avanguardie
Aspetti comuni:
• Opposizione al naturalismo e all’estetismo
• Volontà della creazione di un’”arte totale” che coinvolgesse la vita ed ogni forma artistica
• Produzione non per opera di un singolo ma di un gruppo, ovvero desiderio di una comunicaizone internazionale
• Forte carica
• Iconoclastia
• Violenza aggressiva
• Volontà di rivoluzionare
Futurismo (1904-1944)
Questo movimento diede impulso alle principali avanguardie. Il migliore fu quello russo.
Il futurismo inizia nel 1909 con la pubblicazione de “Il manifesto” edito da “Poesia” e pubblicato su “Le figarò”, firmato da Marinetti. Nel 1912 venne scritto il “Manifesto tecnico della letteratura futurista”, in cui appare, per la prima volta, l’invenzione del paroliberismo: verbi all’infinito, sintassi abolita, onomatopee..
Oltre a questo, furono creati tanti altri manifesti, tra cui quello artistico firmato da Boccioni.

Gli esponenti principali furono: Marinetti, Govoni, Soffici, Carrà, Boccioni.
Marinetti fu uno scrittore apprezzatissimo e il padre del movimento. Lavorò in Francia e grazie a lui si conobbe il simbolismo in Italia.
“Poesia” è una rivista da lui fondata che tentava una via italiana al simbolismo. Era dedicata alla scrittura in versi. Di gusto liberty, pubblicò autori come Pascoli, D’Annunzio, Gozzano, Negri. In Europa fu molto amata. Negli ultimi numeri, si avvertivano segnali futuristi; ad esempio, Marasso ne “La nuova arma” paragona la bellezza di una locomotiva in corsa alla Nike di Samotracia.
In “Fantocci elettrici” Marinetti fa un’allegoria di se stesso, e qui si vede bene l’anticipazione del futurismo.
Dopo l’incontro dei principali esponenti, Marinetti, Govoni, Soffici, Carrà, Boccioni, nacque nel 1913 la rivista “Lacerba”. Il nome deriva da “L’acerba” di Cecco d’Ascoli(1300). Dopo l’entrata in guerra dell’Italia, la rivista cessò le pubblicazioni.

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