Virginia Woolf


Nata nel 1882, è la terza dei quattro figli di Leslie Stephen, critico letterario e saggista, oltre che appassionato di pittura (infatti fu pittrice anche la sorella di Virginia, Vanessa); anche la madre, appartenente all'aristocrazia inglese, era dotata di una particolare sensibilità artistica. Fin da piccola Virginia ebbe modo di "respirare" cultura e letteratura; la sua formazione si svolse in gran parte tra le mura domestiche londinesi o nella residenza estiva in Cornovaglia (sono i rapporti familiari e gli ambienti che ricompariranno, fantasticamente rivissuti e rielaborati, in uno dei suoi romanzi più noti, Al faro).
La casa sarà venduta dopo la morte della madre, nel 1895, a cui seguirà, nel 1904, la scomparsa del padre: entrambi i lutti provocano crescenti manifestazioni di quella depressione che, in diversi momenti, accompagnerà la scrittrice nel corso della sua dolorosa esistenza, fino al tragico gesto del suicidio, compiuto annegandosi nel fiume Ouse il 28 marzo 1941.

Proprio nel 1904 la scrittrice aveva pubblicato il suo primo scritto su "The Guardian", mentre nel 1905 iniziò una collaborazione con "The Times Literary Supplement" che proseguirà per tutta la vita. Fino allo scoppio della Prima guerra mondiale vive a Gordon Square, dove insegna Storia al Marley College e diviene membro attivo del Bloomsbury Circle, un gruppo che influenzò profondamente l'ambiente intellettuale inglese del primo Novecento, facendosi promotore di un forte cambiamento dei costumi che metteva al bando il rigido moralismo vittoriano.
Del circolo, in cui si professavano fra l'altro idee antimonarchiche, di scetticismo religioso, di libertà sessuale e di indipendenza intellettuale, facevano parte brillanti figure come i filosofi Bertrand Russell e Ludwig Joseph Wittgenstein, i critici Giles Lytton Strachey e Roger Fry, l'economista John Maynard Keynes, gli scrittori Edward Morgan Forster e Leonard Woolf. Con quest'ultimo Virginia si sposa nel 1912 e insieme, nel 1917, fondano a Londra la casa editrice The Hogart Press, per la quale usciranno, oltre alle opere della scrittrice, i primi scritti di Thomas S. Eliot e di Katherine Mansfield. È un periodo di operosa tranquillità, anche se non mancano momenti in cui si riacutizzano le crisi psichiche (nel 1913 tenta il suicidio), che non le impediscono tuttavia di partecipare alle battaglie per la conquista del diritto di voto alle donne.
Risale al 1915 la pubblicazione del suo primo romanzo, La crociera, la storia di una donna che, innamoratasi durante una crociera in un imprecisato paese dell'America meridionale, muore di febbre tropicale quando pensa di aver raggiunto il culmine della felicità. Segue, nel 1919, Giorno e notte, che contiene una critica dell'alta società. Sono opere ancora costruite secondo schemi e canoni tradizionali, che verrano modificati nella "Stanza di Giacobbe " (1922), in cui la normale sequenza degli avvenimenti risulta alterata e stravolta: la storia del giovane protagonista è ricostruita e narrata attraverso i ricordi delle persone che l'hanno conosciuto, con un continuo spostarsi dei piani del racconto dagli anni trascorsi a Cambridge agli amori passati, dai viaggi in Francia e in Grecia fino alla morte in guerra. Il recupero memoriale, destinato a divenire una componente essenziale nella narrativa della Woolf, favorisce l'uso di tecniche che si avvicinano al monologo interiore e al flusso di coscienza, introducendo forti connessioni con l'opera di Proust e Joyce.
Le innovazioni risaltano particolarmente nella "Signora Dalloway" (1925), il cui racconto occupa breve spazio di una giornata; quella che la protagonista impiega nel preparare la festa del suo compleanno, che avrà luogo alla sera. Le comuni occupazioni della vita quotidiana, dalle spese agli incontri per strada, offrono lo spunto per dei continui flashback, diciamo, che affondano sguardo nel passato e ne intrecciano i ricordi, in un processo di trasfigurazione fantastica in cui si intersecano i piani del reale.

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