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Giuseppe Tomasi di Lampedusa

Giuseppe Tomasi di Lampedusa nacque a Palermo il 23/12/1896; discendeva da una famiglia che aveva tra i suoi membri santi, cardinali, diplomatici. Gli avi, feudatari in Sicilia, tennero per secoli la baronìa dell'isola di Lampedusa e della città di Palma di Montechiaro.
Giuseppe era l'unico figlio maschio di Giulio Maria Tomasi, nipote di Giulio Fabrizio di Lampedusa (1815-1885), astronomo, a cui Tomasi s'ispirò per la figura del Principe di Salina. Dal padre ereditò il titolo di Duca di Palma e Principe di Lampedusa, il cui stemma è rappresentato da un leopardo.
Giuseppe Tomasi si è sempre sentito un aristocratico e il suo aristocraticiscmo è una componente essenziale della sua persona e serve anche a capire il suo romanzo. Scomparso il primato sociale della sua classe, rimaneva per Tomasi l'odio e il disprezzo per la classe emergente della borghesia.
Per Tomasi il ruolo più importante della sua vita lo ricopre l'infanzia; non a caso lui stesso interruppe la stesura del Gattopardo per scrivere i "Ricordi di Infanzia", opera in cui descrive ed evoca case, giardini e abitudini appartenenti alla famiglia e presenti anche nel suo romanzo. La vastissima cultura che lascia emergere dai suoi scritti è frutto di una lettura personale e assidua di testi, soprattutto di carattere storico e letterario, infatti Lampedusa non conseguì mai la laurea per essendosi avvicinato per due volte al mondo accademico.
Partecipò alla Grande Guerra e venne fatto prigioniero. Evase e raggiunse l'Italia dopo aver attraversato, travestito, l'Europa a piedi. Finita la guerra rimase nell'esercito come ufficiale effettivo fino al 1925. Tali esperienze non furono estranee al grande esaurimento nervoso che lo colpì dopo il congedo. Nello stesso 1925 conobbe a Londra, la futura moglie Alessandra, figlia di M. Teresa Alica Barbi e del barone Boris Wolff. L'entrata in guerra dell'Italia, il 10/06/1940, fu disapprovata dallo scrittore che risiedeva a Ficarra con la moglie e che abbandonarono dopo la firma dell'armistizio l'8/09.
Nel 1954 accompagnando il cugino Lucio Piccolo al convegno letterario di S Pellegrino Terme, conosce alcuni scrittori che lo esortarono a scrivere "Il Gattopardo". L'opera, composta nel 1954, viene rifiutata dalla Mondadori e nel 1957 lo stesso accade con l'Einaudi; nel medesimo anno Lampedusa muore di cancro il 23/07.
Solo nel 1958 Bassani pubblica "Il Gattopardo" per la Feltrinelli, presentandolo con una sua prefazione. Nel 1961 escono postumi anche "I Racconti". La consacrazione totale post-mortem avviene nel 1963 quando Luchino Visconti trae dal romanzo il celebre omonimo film e "Il Gattopardo" diviene, anche, un'opera musicale.

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