Svevo

Il vero nome di questo autore è Aron Hector Schmitz.
È nato in una famiglia triestina benestante.
Egli svolge un lavoro da impiegato ma sogna in realtà la letteratura.
Pubblica due romanzi Una Vita e Senilità che però non hanno molto successo.
Senilità, edito nel 1898. Protagonista della narrazione è Emilio Bertani un trentacinquenne che però avendo una vita monotona e spenta si trova in un condizione di vecchiaia spirituale.
L’occasione di riscatto avviene quando incontra Angiolina, una ragazza semplice con la quale Emilio si illude di poter aver un avventura facile. Il protagonista si innamora però di Angiolina una bellissima donna però il loro amore non era corrisposto.
Emilio con il passare degli anni assiste anche alla sua morte e successivamente mette in atto n metamorfosi nei suoi confronti associando l’ideale di Angiolina alle qualità della sorella. Il romanzo si conclude con la fusione delle due donne ideali.

Viene incoraggiato a pubblicare il suo terzo romanzo dal grande scrittore James Joyce il suo insegnate di inglese.
Il valore di Svevo viene così riconosciuto anche se tardi.
Muore in un incidente stradale nel 1928.
Il suo terzo romanzo con il quale ha avuto successo è sintitolato: La Coscienza di Zeno. È stato scritto nel 1923.
In questo romanzo si racconta dei tentativi del protagonista Zeno Cosini di liberarsi dalla sua nevrosi attraverso la psicoanalisi. Il segno più evidente di questa nevrosi è il fumo. Dietro al fumo ci sono però altre cose come il senso di inettitudine, il rapporto difficile con il padre e l’incapacità di vivere serenamente.
Questo romanzo è influenzato anche dalle teorie di Freud e questo romanzo è narrato in prima persona dal protagonista.
Partendo da questo presupposto questo romanzo viene identificato anche come un monologo interiore in quanto si considera ciò che avviene all’interno del personaggio.
Importante per Svevo è la sua visione della realtà eleborata nel tempo attraverso la figura dell’Inetto. Questo è un personaggio vellutario che vuole fare e si prefigge obiettivi che poi puntualmente non raggiunge poiché, non ha gli elementi e le caratteristiche adatte.
Si lascia travolgere dagli eventi e non ha una volontà abbastanza forte per reagire, perciò non riesce a cogliere le occasioni che gli si presentano.
Non sa affrontare la realtà, si autogoverna, cioè camuffano la propria sconfitta con una serie di atteggiamenti psicologici.
Importante è anche la figura dell’anti-eroe che a differenza dell’inetto sa di essere malato e accetta i propri limiti e il proprio fallimento ed è questo a salvarlo e a renderlo vincente come nel caso di Zeno Cosini.

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