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Italo Svevo: La Vita

Italo Svevo in realtà fu il nome d'arte di questo grande autore novecentesco, in realtà si chiamava Ettore Schmitz.
La sua carriera non fu brillante fin dall'inizio, infatti le sue opere vennero ignorate dal pubblico, per poi rivalutarle quando ormai egli era alla fine della sua carriera.
A differenza dei suoi contemporanei, oggi Svevo è considerato il più grande romanziere italiano del 900, insieme a Pirandello.
Nasce nel 1861 a Trieste sotto l'Impero Austro-ungarico, da un'agiata famiglia ebrea di origine tedesca; la compresenza nella sua formazione della cultura tedesca ed italiana, influenzerà la sua opera: l'ambiente di Trieste, luogo di diverse culture e tradizioni, lo spingerà alla ricerca di identità sconosciute agli intellettuali italiani. A Trieste in quegli anni era il centro delle mode e delle tendenze di tutta Europa, per questo Svevo viene considerato uno "SCRITTORE EUROPEO".

Dai 12 ai 17 anni studia in un collegio in Germania, tornerà a Trieste dove verrà indirizzato dal padre verso studi commericiali, ma a causa di problemi economici familiare è costretto a interromperli per entrare a lavorare in banca.
Sentendosi oppresso dall'ambiente del lavoro, nelle ore libere si dedicava alla composizione di novelle e testi teatrali e allo studio da autodidatta della letteratura italiana.
Così nel 1892 pubblica a sue spese il suo primo romanzo, Una Vita, che però fu un insuccesso.
Nel 1896 si sposa con una lontana cugina figlia di un industriale, cambiando totalmente tenore di vita.
Nel 1898 pubblica un secondo romanzo, sempre a sue spese, Senilità che si dimostra un altro insuccesso e la delusione lo spinge ad abbandonare la carriera letteraria, decidendo di imparare a suonare il violino e di entrare a lavorare nella ditta del suocero per diventare un importante uomo d'affari.
Tra il 1898 e il 1906, compie diversi viaggi d'affari in Francia e a Londra, e al suo ritorno a Trieste, incontra Joyce, allora residente li, dal quale Svevo prende lezioni di inglese e riceve complimenti inaspettati per i suoi due romanzi dall'autore inglese. Inoltre nello stesso periodo conosce la psicoanalisi tramite suo cognato che, malato, era in analisi da Freud, e si interessa ad alcuni punti della teoria Freudiana, ovvero il ruolo preponderante dell'inconscio sui comportamenti, l'incapacità di conoscersi e di guidare razionalmente la propria vita, e l'impossibilità di tracciare un confine tra salute e malattia mentale.
Quando scoppiò la prima guerra mondiale, la famiglia della moglie che era italiana fu costretta a tornare in italia e Svevo, cittadino austriaco, rimase a Trieste, ma la fabbrica venne requisita dalle autorità militari e così lui si dedica alle letture e inizia la stesura del suo terzo romanzo, La Coscienza di Zeno, pubblicato come gia sappiamo a sue spese, nel 1923.
All'inizio anche questo romanzo sembra esser un buco nell'acqua ma su consiglio di Joyce, lo manda a due critici francesi che lo trovano incredibilmente entusiasmante, e anche Montale in Italia, ne parla bene, così che all'età di 64 anni, arriva finalmente il successo per lo scrittore che si da alla pazza gioia, componendo racconti, testi teatrali. Compie viaggi per promuovere la sua opera, ma sfortunatamente nel 1928 muore a causa di un incidente automobilistico.

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