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La Vita di Italo Svevo

Italo Svevo nacque a Triste il 19 dicembre 1961, città di confine vivace e cosmopolita. Egli ebbe una formazione culturale ampia e varia, aperta agli influssi europei. Vissuto sempre in ambiente borghese, Svevo conciliava la sua attività imprenditoriale nella ditta del suocero con la passione per la letteratura: scrive i suoi due primi romani (Una vita, Senilità), ma rimane molto deluso dal disinteresse della critica. Dopo un lungo silenzio, durante il quale si avvicina alle teorie psicanalitiche di Freud, volte all’indagine dell’inconscio, Svevo torna alla letteratura con il suo romanzo più innovativo, La coscienza di Zeno, che ottiene grande successo. Svevo morì il 13 settembre 1928.
Svevo, nei suoi romanzi riflette la mentalità, i vizi, e soprattutto, le nevrosi della società borghese. Fin dalle sue prime prove, pone al centro della vicenda figure d’inetti, in altre parole uomini insoddisfatti di sé e della propria vita, che per un difetto di volontà, non riescono a cambiare le proprie condizioni e si nascondono nel mondo illusorio della fantasia. Alfonso, protagonista del romanzo Una vita (1892), è un intellettuale che non sa inserirsi nella società e che giunge, infine, al suicidio; Emilio, in Senilità (1898), finisce per rinunciare alla vita e al godimento e si chiude in una passività precocemente senile.

Il protagonista della Coscienza di Zeno ,Zeno Cosini, è anche lui un inetto che si sottopone alla terapia psicanalitica per curare una forma di nevrosi e scrive le proprie memorie. Al termine del percorso volto alla comprensione e alla cura della propria malattia, Zeno scoprirà che non lui, ma la vita stessa è malata. Il romanzo non è altro che l'analisi della psicologia di Zeno, un individuo che si sente "malato" o "inetto" ed è continuamente in cerca di una guarigione dal suo malessere attraverso molteplici tentativi a volte assurdi o che portano a effetti controproducenti.
Nel romanzo Una vita si avverte l’influsso della teoria darwiniana (lotta per l’esistenza e sopravvivenza del più forte) della selezione naturale; Senilità si concentra principalmente sullo scavo della psiche, condotto soprattutto alla luce della filosofia di Schopenhauer (sostiene che il mondo è fondamentalmente ciò che ciascun uomo vede). A differenza dei due primi romanzi scritti in terza persona, la Coscienza di Zeno scardina l’impianto narrativo del romanzo ottocentesco:
• Il racconto è scritto in prima persona e la narrazione esprime il punto di vista interno alla coscienza del protagonista;
• Il narratore non è onnisciente, ma segue le vicende nell’evolversi e le scopre insieme al lettore;
• L’io narrante è diverso dall’io narrato : il narratore guarda al proprio passato con ironia e disincanto e svela le vere motivazioni che hanno guidato il suo modo di agire, le sue meschinità e le sue ipocrisie, come se parlasse di un altro;
• C’è una continua mescolanza tra il passato e il presente e si annulla l’ordine cronologico dei fatti. Secondo Svevo, il tempo della coscienza è un tempo misto, dove non esiste un prima e un dopo

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