Giorgjo di Giorgjo
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La coscienza di Zeno

Storia di un'associazione commerciale

La settima sezione tematica tratta del rapporto tra Zeno e Guido Speir, colui che ha avuto l’onore di sposare Ada e che apparentemente incarna tutte le capacità che Zeno desidera. Guido fonda un’impresa commerciale, ma proprio a causa di questa si rivela un pessimo uomo d’affari: per la sua incapacità l’azienda va incontro a perdite disastrose. Zeno s’impegna per aiutarlo pensando di sconfiggere il suo odio nei confronti di Guido, ma anche per dimostrare di essere un perfetto lavoratore: quando si accorge però, occupandosi dei bilanci dell’azienda, che Guido è nei guai, non vuole essere coinvolto. Il fatto che Guido continui a comportarsi come un padrone nonostante la sua impresa stesse fallendo rende Zeno spietato, e per farlo soffrire ancora di più, il protagonista vuole comunicare al padre di Guido che suo figlio è in pieno disastro finanziario.

Zeno crede che la vita sia assurda e senza uno scopo: ciò è provato dai corpi celesti, che si vedono nel cielo ma non possono essere toccati. La sua visione pessimistica della vita si concretizza nel romanzo nel momento in cui Guido, dopo avere fatto finta di aver tentato il suicidio impietosendo la moglie che gli donò una parte del patrimonio di famiglia, tentò una seconda volta questo stratagemma: simulando un secondo tentativo di suicidio, Guido Speir muore realmente per errore. Zeno conosceva i problemi finanziari di Guido, e non aveva mai mosso un dito per aiutarlo: anche a distanza di anni nascose a sé stesso di aver odiato Guido, per evitare di essere avvolto dai sensi di colpa. Qualcuno però conosce perfettamente Zeno e lo accusa della morte di Guido: Ada sostiene che suo marito sia morto per qualcosa per cui non valeva la pena. Accusa Zeno di essere comparso sono nel momento di difficoltà, e di avere spinto Guido ancor di più nel baratro. Zeno nega spudoratamente e continua ad affermare di non essersi meritato le parole di Ada: egli giudica Guido cinico ed irresponsabile. Inoltre, per sfuggire ai sensi di colpa, Zeno inizia a giocare in borsa per recuperare il patrimonio perduto da Guido: in realtà è l’ennesimo tentativo per screditare l’antagonista e per dimostrare, recuperando i soldi perduti, di essere migliore di lui. A confermare l’odio di Zeno nei confronti di Guido è il raptus o atto mancato di Freud: Zeno si reca al funerale sbagliato. Questo atto rivelatore rivela totalmente gli impulsi e la vera natura del protagonista: a Zeno non dispiace affatto di aver sbagliato funerale, e la sua ottica è quella del nevrotico che, dopo aver trionfato sul protagonista, può permettersi di fare qualunque cosa.

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