I sommersi e i salvati

Il libro di Primo Levi,I SOMMERSI E I SALVATI,è l’ultimo dei libri nei quali descrive l’esperienza dei campi di concentramento nazisti,vissuta personalmente dall’autore.
In questo libro,vi sono le risposte ad alcune domande poste dopo la lettura del libro
SE QUESTO E’ UN UOMO,di tipo morale e psicologico che si pongono automatiche,per esempio:qual è il rapporto tra oppressori e oppressi? Era possibile capire all’interno la logica della macchina dello sterminio?Era possibile ribellarsi?
Una risposta esatta a queste domande non c’è,comunque Primo Levi ha cercato di dare una sintetica ma concisa descrizione dei lager,mettendo in evidenzia gli aspetti negativi e le tipiche giornate nei campi di concentramento.
L’esperienza dei campi di concentramento è estranea alle nuove generazioni e sempre più estranea si va facendo man mano che passano gli anni.Per i giovani degli anni ’50-’60,erano cose vissute dai loro padri e se ne parlava in famiglia e i ricordi conservavano la freschezza delle cose vissute.
Per i giovani di oggi,sono cose dei loro nonni,cose lontane,sfumate,storiche.Essi sono assillati dai problemi di oggi,diversi,urgenti.
Levi vuole far capire ai lettori la differente struttura di una memoria,che puo’ essere ricca di ricordi allegri,gioiosi o piena di ricordi negativi che rivivono quotidianamente nei nostri pensieri,assillandoci la mente,ma puo’ essere anche tormentata da un chiodo fisso,qualche azione fatta o subita che vorremmo cancellare o vendicare. Quest’ultima è la memoria di un dittatore, che non nasce dal nulla e non crea una dittatura tanto per comandare, ma vuole realizzare qualcosa, rivendicare qualcosa.
Questo libro mi è piaciuto molto perché non è il solito libro che tratta l’argomento dei campi di concentramento, soffermandosi soprattutto sulle esperienze personali, giornaliere,ma parla dei rapporti sociali, delle amicizie, dei tristi addii e delle diverse persone, delle diverse culture, delle diverse lingue che popolavano i lager nazisti.

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