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Levi, Primo - Il giocoliere

Nei lager oltre ai deportati vi erano anche i così detti "triangoli verdi", tedeschi che avevano scelto di vivere nei lager per scontare la propria pena anziché in prigione. Tra questi vi era Eddy, un compagno di Levi, autore e voce narrante del brano. Egli era un giocoliere e rapinatore allo stesso tempo, tedesco, biondo dal fisico snello e burlone anche sul lavoro. Per il fatto di essere appunto un individuo fuori dal normale fu eletto subito capo di quel gruppo di deportati: egli non temeva nulla, niente e nessuno e per la sua simpatia era in grado di rallegrare l'ambiente totalmente ostile dei lager. Un giorno arrivò un camion pieno di tubi di cartone e Levi fu chiamato a scaricarne il carico in una cantina isolata e buia. Eddy gli diede le giuste istruzione per compiere il lavoro e si allontanò; Levi aspettava da tempo quel momento: era solo in quella cantina e, avendo a disposizione un mozzicone di mattina e un pezzo di carta, decise di scrivere sue notizie ai parenti in Italia e consegnare le lettere ad un fattorino italiano poiché per loro era vietato scrivere e spedire lettere. Ma Eddy stava osservando in disparte la scena e avvicinatosi a Levi gli diede uno schiaffo, non per punizione, ma per aiutarlo a capire che se l'avrebbero scoperto sarebbe finito in guai seri. Prese la lettera, e si allontanò per verificare se il contenuto fosse compromettente. Ritornò dopo una lunga ora e ammonito nuovamente il povero Levi se ne andò indifferente senza avvertire nessuna guardia di quanto era successo. Passarono alcuni giorni da quello spiacevole inconveniente, giorni durante i quali Eddy non si era fatto vedere: era stato infatti trattenuto dalle spie che gli avevano appeso al collo un cartello con sopra scritto "omosessuale"; ma ciò non lo turbava affatto, neanche nel vedere i suoi compagni, che con occhi stupefatti osservavano il loro vecchio capo.

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