Clemente Rebora

Nato nel 1885 a Milano, vi compì gli studi e si laureò in Lettere, dedicandosi poi all'insegnamento nelle scuole tecniche inferiori e in quelle serali. Un intenso bisogno di partecipazione lo spinge verso l'impegno sociale , mentre collabora, con articoli di argomento scolastico, alla "Voce", presso la quale esce, nel 1913, la raccolta dei Frammenti liric. Partecipa alla guerra in qualità di sottufficiale , ma, per un trauma nervoso, viene congedato; dell'esperienza militare resterà l'atroce testimonianza in alcune delle Poesie sparse, scritte fra il 1913 e il 1918. Prosegue intanto nella sua ricerca di certezze spirituali, capaci di dare un senso alla propria vita, appagando l'intenso desiderio di una solidarietà universale: dapprima è attratto da Mazzini, individuando nel suo pensiero una sorta di evangelismo laico e populist; si avvicina poi alle religioni orientali e al misticismo buddista; aderisce infine alla fede cattolica, trovando in essa l'appagamento a lungo cercato. Il travaglio di questi percorso è documentato dai Canti anonimi, composti fra il 1920 e il 1922. L'approdo alla religione si conclude con l'ingresso nell'ordine rosminiano e l'ordinazione a sacerdote, nel 1936. Per l'intensa attivita pastorale l'esercizio. Della poesia si fa più sporadico (otto Poesie religiose, nel periodo 1936-1947). Una più assidua ripresa (Canti del'infermità, 1955-1956) coincide con la paralisi e l'aggravarsi della malattia, che lo condurrà alla morte (avvenuta a Stresa, nel 1957).

Anche per la poesia di Rebora il problema essenziale è costituito dalla ricerca di una verità capace di dare risposta ai più urgenti è inquietanti problemi dell'uomo. Di qui il carattere di un impegno totale che i Frammenti lirici vengono a sollecitare, accompagnandolo ad una sempre vigile attenzione filosofico-morale; questa si esprime attraverso la tensione di un linguaggio in cui la cruda concretezza dei riferimenti subisce spesso un processo di distorsione è deformazione espressionistica, come segno di un rapporto sofferto e tormentato con la realtà. Gli orrori della guerra contribuiranno ad acuire il conflitto, che si propone come ulteriore ricerca nei Canti anonimo, lasciando intravedere una possibile soluzione. Nelle Poesie religiose la conquista della fede appare finalmente in grado di comporre il dissidio dell'uomo. Ma che non si tratti di una fede accettata è confermato dai Canti del'infermità, sollecitati ancora una volta dalla'urgenza di un tormento non solo fisico (la malattia) ma interiore, a cui il contrasto fra la sofferenza umana è l'amore divino conferisce un'intima drammaticità.

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