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Fa parte delle poesie non pubblicate giovanili della versione E' subito sera, e fa vedere che lui all'inizio scriveva come un poeta normale. Perchè sceglie il titolo Solitudini? Per rappresentare appunto le solitudini della sua vita, cioè la solitudine di essere lontano dalla Sicilia, dalla madre ecc..
Una sera nebbia, vento,
mi pensai solo: io e il buoio.

Nè donne, e quella
che sola poteva donarmi
senza prendere che altro silenzio, (ovvero sua madre che quando si alzava non gli chiedeva mai nulla e lui a sua volta non raccontava nulla)
era già senza viso (non c'era più)
come ogni cosa che è morta
e non si può ricomporre. (ciò che è perduto è perduto)

Lonatana la casa, ogni casa (lontana perche sono lontani su al Nord, ogni casa illuminata dai lumi, e guardava la madre che cuciva)
che ha lumi di veglia
e spole che picchiano all'alba
quadrelli di rozzi tinello.

Da allora (si rifà a Ungaretti, col suo modo di andare a capo)
ascolto canzoni di ultima volta. ( canzoni di addio)
Qualcuno è tornato, è partito distratto ( pensa agli amici e alle persone che ha incontrato, ma ai suoi sono rimaste tutte estranee)
lasciandomi occhi di bimbi stranieri,
alberi morti su prode di strade ( e in mente gli è rimasto solamente le spiaggie, perchè al nord non ce ne sono e quindi le strade per lui sono come gli alberi morti, strade che non gli appartengono)
che non m'è dato d'amare.

Ognuno sta solo sul cuor della terra (esprime la solitudine dell'uomo, che si trova nel cuore, nel centro della terra ovvero nel centro delle cose. Sentimenti, emozioni, affetti)
trafitto da un raggio di sole: (il participio passato "trafitto" ha un significato ambivalente: il raggio di sole che colpisce l'uomo è simbolo di luce e di calore e quindi simbolo della vita; ma trafitto raffigura pure il termine ferito, trasformando così il raggio in una specie di dardo, portatore di dolore e di morte)
ed è subito sera. (l'ultimo verso separato da i due puntini e dalla congiunzione-ed- vuole rappresentare l'improvviso sopraggiungere della sera; metafora della morte e della fine dei momenti felici)
Questa è la prima versione, anni dopo toglie tutte le strofe su e lascia solamente le ultime terzine. Quindi il lavoro del poeta è ridurre all'osso, all'essenziale. Quasimodo in queste terzine parla: della sua posizione, della produzione di ogni essere umano, della produzione di ogni essere del creato. Tutti gli esseri viventi siamo sul cuore della terra trafitti dal sole, che ci dà non solo la vita ma anche la morte. La nostra vita paragonata all'universo è un raggio di sole. In tutti i componimenti di Quasimodo troviamo la parola Cuore. Con questo si capisce il passaggio dalle opere giovanili all'ermetismo. Infatti i questa lirica sono presenti i tratti salienti dell'Ermetismo

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