coltina di coltina
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Rifugio d’uccelli notturni

In alto c’è un pino distorto;
sta intento ed ascolta l’abisso
col fusto piegato a balestra.

Rifugio d’uccelli notturni,
nell’ora più alta risuona
d’un battere d’ali veloce.

Ha pure un suo nido il mio cuore
sospeso nel buio, una voce;
sta pure in ascolto, la notte.

Commento
Tutta la poesia è basata sul paragone fra il pino e il cuore del poeta.
Nella prima quartina c'è una descrizione dell'albero, controrto, piegato forse dal vento, come se fosse chinato ad ascoltare i rumori lì vicini.
Ma non è il silenzio a dominare: nella seconda quartina infatti il pino acquista una sua voce, una voce data dagli uccelli che l'hanno scelto come nido e che cantano a cinguettano fra i rami, nel momento in cui la luna è alta nel cielo.

Il silenzio ritorna poi nell'ultima quartina, quando il poeta rivela la similitudine fra il pino e il cuo cuore: anch'egli ha, nascosto in cuore, un nido, custodito con gelosia, una voce che risuona dentro di lui.
Anche il cuore del poeta è in ascolto e aspetta di riudire quella voce nascosta nel buio.
la similtidine ci permette di attribuire anche al cuore di Quasimodo gli stessi aggettivi realtivi al pino; anche il cuore del poeta è contorto e ricurvo, forse in senso protettivo, forse curvato dai pensieri e dalle preccupazioni.

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