Daniele di Daniele
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Qualcosa sul Novecento

Ecco un piccolo riassunto che potrebbe farvi comodo, anche in formato foglietto microscopico, su alcuni grandi della letteratura italiana del '900.

* Calvino
* Fenoglio
* Pavese
* Vittorini

Calvino

Italo Calvino, scrittore italiano (Santiago de Las Vegas, Cuba 1923 - Siena 1985). Definito da Pavese "scoiattolo della penna" ha sempre cercato di trasfondere nella letteratura questo senso di agilità e di freschezza stilistica, anche quando ha affrontato temi impegnativi. Il sentiero dei nidi di ragno, col quale ha esordito nel 1947, e i racconti di Ultimo viene il corvo (1949), traggono origine dall'esperienza della Resistenza e appartengono alla stagione del neorealismo, di cui è stato uno dei protagonisti. Con la trilogia dal titolo complessivo I nostri antenati (1960), composta da Il visconte dimezzato(1952), Il barone rampante (1957), Il cavaliere inesistente (1959), la sua vena fantastica si precisa stilisticamente ed è occasione per trattare, in chiave ironica, alla maniera illuministica, temi di impegno politico, morale e sociale. Il rapporto dell'uomo con i suoi simili nella società cosiddetta avanzata è testimoniato dal romanzo La giornata di uno scrutatore (1963). Le ultime opere da Le città invisibili (1972) a Se una notte d'inverno un viaggiatore (1979) a Palomar (1983) sono caratterizzate da una rappresentazione narrativa apparentemente più schematica e scarnificata.

Fenòglio

Beppe Fenoglio, scrittore italiano (Alba 1922 - 1963). Gli esordi avvengono con due volumi dei Gettoni vittoriniani: I ventitré giorni della città di Alba (1952) e La madre (1954), che indicano già le costanti del suo mondo: la guerra partigiana e la rustica vita delle Langhe, ma entrambe interpretate e rappresentate con uno stile nuovo e originale. Tuttavia la misura delle sue possibilità di scrittore fu confermata con Primavera di bellezza (1959) e poi con Un giorno di fuoco (1963), apparso pochi mesi dopo la morte, che, assieme al romanzo Una questione privata, raccoglieva i racconti sparsi. Tra i postumi sono stati pubblicati Il partigiano Johnny, La paga del soldato (1969), Un Fenoglio alla prima guerra mondiale (1973), La voce nella tempesta (1974), L'affare dell'anima (1978), e poi, nel 1978, l'edizione delle Opere a cura di Maria Corti.

Vittorini

Elio Vittorini, scrittore italiano (Siracusa 1908 - Milano 1966). Cominciò a collaborare alla Stampa nel 1929, nel 1930 entrò nella redazione di Solaria. Le sue prime prove di narratore (Piccola borghesia, 1931; Il garofano rosso, 1933), rivelano una coraggiosa presa di posizione nel ritrarre con umore critico la società italiana. Intanto, anche attraverso un libro di viaggi (Nei Morlacchi. Viaggio in Sardegna, 1936) in Vittorini venne chiarendosi un'originale maniera narrativa, tra realistica e simbolica, che avrebbe dato il suo frutto più felice in Conversazione in Sicilia. A questo romanzo seguirono Uomini e no (1945), Le donne di Messina (1949), Erica e i suoi fratelli, La garibaldina (1956), Le città del mondo (postumo, 1969).

Pavése

Cesare Pavese, scrittore e poeta italiano (Santo Stefano Belbo, Cuneo 1908 - Torino 1950). Scrisse poesie, romanzi e saggi come: Lavorare stanca (1936), Paesi tuoi (1941), Feria d'agosto (1946), Il compagno (1947), Dialoghi con Leucò (1947), Prima che il gallo canti (1949), La bella estate (1949), La luna e i falò (1950), Verrà la morte e avrà i tuoi occhi (1951), Il mestiere di vivere, Diario 1935-1950 (1952), Lettere (postumo, 1966). L'opera di Pavese, anche dove più tende alla forma oggettiva del romanzo, è sempre legata alla sua vita intima. Mentre i primi racconti, anche per suggestione della narrativa americana, sono segnati da un realismo a volte crudo, la tendenza più profonda, chiaritasi nei libri della maturità, portò lo scrittore a interpretare la realtà secondo significati simbolici.

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