Daniele di Daniele
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Il neorealismo e Beppe Fenoglio

Il neorealismo

Alla fine della II Guerra Mondiale, gli scrittori, sconvolti dai disastri dei combattimenti, vogliono riprendere il loro ruolo di guida della realtà. L'opera che iniziò le fase neorealista fu un romanzo di Ignazio Silone, pubblicato negli anni '30, Fontamara. In quegli anni la reazione degli intellettuali alla dittatura fascista trovò espressione nella volontà di dare un'immagine realistica e cruda dell'Italia, in contrasto con quella ottimistica e trionfalistica della propaganda di regime. Il Neorealismo rappresentò una scelta di impegno politico e sociale in contrapposizione alla politica degli anni precedenti che ignorava la realtà storica.
I Neorealisti si rifecero alla lezione del Verismo, riconducendo la letteratura nei limiti del documento e della cronaca e dettero anche spazio ai racconti autobiografici riguardanti esperienze di prigionia e di lotta partigiana. I protagonisti furono la gente della strada, gli operai, i contadini e i partigiani. I principali esponenti di questa corrente letteraria furono Cesare Pavese, Elio Vittorini, Alberto Moravia, Beppe Fenoglio, Italo Calvino, Pier Paolo Pasolini.

Beppe Fenoglio

Beppe Fenoglio nasce ad Alba, capitale geografica delle Langhe, nel 1922.
I suoi genitori furono Amilcare Fenoglio, originario di Monforte d'Alba, poi trasferitosi ad Alba, prima garzone di macelleria, infine macellaio; e Margherita Faccenda, originaria di Canale d'Alba. Beppe aveva due fratelli: Walter e Marisa.
Frequentò il liceo classico. I suoi professori contribuirono molto alla sua formazione sociale e politica. Infatti, Leonardo Cocito, professore di lettere, Pietro Chiodi, insegnante di storia e filosofia, e Maria Lucia Marchiaro, professoressa di inglese, erano antifascisti. Lo scrittore preferito di Fenoglio era Hopkins.
Durante la II Guerra Mondiale, diviene partigiano, prima con i rossi, poi con gli azzurri. Questo periodo è compreso tra il '43 e il '45.
Finita la guerra, si impiegò in una ditta di vini. Nel 1950 tenne una conferenza su alcuni scrittori inglesi. Infatti, la sua passione era l'inglese: ha tradotto anche alcuni libri di Hemingway.
Nel 1952 fu pubblicato il suo primo libro, I ventitre giorni di Alba, nel 1954 La malora, e nel 1959, Primavera di bellezza. Questi furono gli unici libri pubblicati quando era ancora in vita.
Nel 1960 si sposò, e nel 1961 nacque la figlia Margherita. Ma, nel 1962, i primi sintomi di un tumore al polmone si fecero sentire. Morì nella notte tra il 17 e il 18 febbraio 1963. Postumo è il suo romanzo più importante, Il partigiano Johnny.

Riassunto de "La donna bambina"

Questo racconto, tratto da Un giorno di fuoco di Fenoglio, narra la storia di Catinina del Freddo. Mentre giocava con gli altri bambini, la madre la chiamò, e la portò a casa. Qui, scoprì che un vecchio aveva chiesto Catinina in sposa per suo nipote. Neanche un mese dopo, i due erano già sposati. Andarono in viaggio di nozze a Savona, e durante il viaggio, Catinina, stupita, si accorse che il neosposo gli dava del voi. Poi, andarono a trovare i parenti del marito, e Catinina, durante la cena, bevve del vino. Una volta nella camera da letto, l'uomo la riempì di schiaffi.
Il giorno dopo, tornarono a Murazzano. Catinina andò da sola a sedersi davanti alla bottega del panettiere, e pianse disperata, perchè non voleva più stare con suo marito. Lui lo andò a chiamare, e una volta ricongiunti, ebbero dopo solo un anno il primo figlio, ma non rinunciava alla sua vita. Dopo averlo addormentato, andava a giocare con gli altri bambini, finchè qualcuno non sentiva piangere il bambino e non andava a chiamarla.
Ho scelto di riassumere questo brano, perchè è un buon confronto tra una ragazzina d'oggi e una di pochi decenni fa. Non ho trovato difficile il linguaggio, sebbene fosse dialettale. Mi è risultato facile soprattutto perchè non risale a molto tempo fa.

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