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Montale, Eugenio - Opere (3) scaricato 1 volte

Non chiederci la parola

Polemica contro il poeta vate chi ha troppe certezze nella vita e non si pone domande sull’esistenza.
Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
perduto in mezzo a un polveroso prato. Non chiedere [a noi poeti] di spiegare con precisione sotto tutti gli aspetti il nostro animo privo di certezze, e con parole chiare e indelebili di avere risposte certe e definitive che risplendano come un croco (piante erbacea da cui si ottiene lo zafferano, dal colore giallo-rosso la cui vista spiccherebbe in un arido campo) in un campo grigio e polveroso. Polemica contro il poeta vate. Enjambement

Similitudine

Anafora

Alliterazione della "r" e della “c”

Ah l'uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l'ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro! Ah l’uomo che vive sicuro, e si sente in armonia con se stesso e con gli altri, e non ha paura della sua ombra proiettata dal sole ardente su un muro sgretolato (con tutto quello di inquietante essa potrebbe suggerire). Polemica contro l’uomo troppo sicuro di sé.

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti:
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo. Non domandarci la formula magica o scientifica che possa darti una piena conoscenza della realtà e certezze sulle quali basare la tua esistenza ma solo qualche parola incerta e come un ramo secco, solo questo oggi possiamo dirti: ciò che non siamo e ciò che non vogliamo. Il suo pensiero: una poesia scarna che riconduce alla situazione umana.

MERIGGIARE PALLIDO E ASSORTO
La descrizione del paesaggio Ligure nelle ore più calde della giornata, ciò porta a descrivere la natura come emblema della condizione dolorosa dell’esistenza.
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, fruscii di serpi. Passare il pomeriggio, pallido (per il caldo) e riflessivo, vicino a un caldissimo recinto di un giardino, ascoltare tra i rovi e le sterpaglie canti rumorosi dei merli, fruscii dei serpenti. Funzione descrittiva del paesaggio ligure nelle ore più calde della giornata. Allitterazioni: della “r”, della “c” e del gruppo “tr”

Onomatopee

Sinestesie

Enjambements

Climax

Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano

a sommo di minuscole biche. Nelle crepe del terreno o sulla pianta della veccia osservare le file di formiche rosse, che ora si dividono, ora si riuniscono, in cima a piccolissimi mucchietti di terra.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi. Guardare attentamente tra i rami il balenare in lontananza delle onde che si accavallano, mentre si alzano tremolanti friniti di cicale dalle alture prive di vegetazione.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia. E procedendo nel sole che abbaglia la vista, percepire con uno stupore malinconico com’è realmente la vita intera e la sua sofferenza, in questo camminare di fianco a un muro che ha in cima cocci taglienti di bottiglia. Poetica degli oggetti.

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