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Mario Merz


Secondo Merz, come anche Rumu, bisognerebbe vivere tutto alla giornata cogliendo l’essenza delle cose, e non rattristarsi se non ci sono più, concretamente fra di noi, ma rimarranno, comunque, all’interno della nostra persona come uno degli altri rami che ci porta nel cammino della nostra vita a far crescere i frutti della miglior qualità.
In questa semplice scritta neon blu in corsivo si nasconde, però, anche un’altra sfumatura di questa interpretazione.
Pensiamo, quindi, a qualcosa, qualsiasi cosa che ha modificato il suo aspetto per un errore, per una conseguenza ad un fatto in funzione di esso, o semplicemente per pura voglia di cambiamento.
Pensiamo ad un vecchio mobile di legno, non smette di chiamarsi così, nonostante tutto, in sé è ancora un elemento naturale, e proviene dalla lavorazione di un albero, magari dopo tanti anni è consumato, sbiadito, con un cassetto rotto ed ormai molto delicato, ma rimane comunque un mobile, legno, tronco.

Pensiamo ora ad una persona, una qualunque, che nel corso della sua vita si trova ad affrontare grandi problemi che ricadono su di sé, e, così, decide di cambiare: taglia i capelli, li tinge, cambia modo di vestire, cerca di cambiare la sua personalità, il modo di vedere le cose, crede che tutto questo possa rendere la sua vita migliore, e, nonostante i problemi, tutto questo la “protegga”, e le faccia passare tutto più facilmente, ma, purtroppo, non è così.

Ogni oggetto o persona, al suo interno ha una forma ben definita che gli viene attribuita alla nascita, il corpo effettivo, visibile agli occhi altrui non è altro che un contenitore che tiene protetto e nascosto il cuore, ma a differenza di questo, lo “strato protettivo” può assumere diverse sembianze per attutire gli impatti ai problemi.

Succede, però, che, appunto, degli ostacoli cerchino di scavare o crepino un pezzettino di questo cuore, e rimarrà, così, in esso, un segno indelebile.
Nonostante quel che un uomo possa cambiare nel suo aspetto esterno in modo da alleviare tutto, poco importerà, quella piccola forma definita alla nascita chiamata essenza, rimarrà, comunque, in fondo, la stessa, e se un problema entra nel profondo, li con quella rimarrà e ci convivrà, per sempre.
Si può giocare, modellare, disegnare e ricancellare il corpo materiale di un qualcosa, ma, nonostante tutto, l’essenza sempre la stessa sarà, in ogni angolo di pura gioia e di gran dolore della sua ben definita forma.

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