Magrelli, Valerio - Sto rifacendo la punta al pensiero

Sto rifacendo la punta al pensiero,
come se il filo fosse logoro
e il segno divenuto opaco.
Gli occhi si consumano come matite
e la sera disegnano sul cervello
figure appena sgrossate e confuse.
Le immagini oscillano e il tratto si fa incerto,
gli oggetti si nascondono:
è come se parlassero per enigmi continui
ed ogni sguardo obbligasse
la mente a tradurre.
La miopia si fa quindi poesia,
dovendosi avvicinare al mondo
per separarlo dalla luce.
Anche il tempo subisce questo rallentamento:
i gesti si perdono, i saluti non vengono colti.
L’unica cosa che si profila nitida
è la prodigiosa difficoltà della visione.

COMMENTO

Dichiarazione di poetica
La lirica presenta l'immagine del poeta che vuole fare la punta al pensiero ossia perfezionare le proprie capacità di comprensione, come se la sua parte razionale si fosse consumata nel penetrare il significato delle cose (Come se il filo fosse logoro), esprimendo pensieri incerti e confusi (e i/segno divenuto opaco). Gli occhi che guardano la realtà si consumano come matite usate e a fine giornata trasmettono alla mente immagini e concetti approssimativi e confusi.
La ragione si scopre miope, la realtà oscilla dinanzi agli occhi, la conoscenza razionale del mondo si fa incerta, gli oggetti non appaiono completamente evidenti e diventano ambigui: il cervello è costretto a interpretare tutti i messaggi che gli pervengono attraverso la vista. Ma proprio perché la capacità intellettiva è limitata nel cogliere gli oggetti, è necessario guardare la realtà in un’ottica poetica che non si accontenta solo di ciò che appare: il poeta ha l’attitudine a separare gli oggetti, le vicende e i sentimenti dal loro alone di luce (sia dalla luce della razionalità sia dalla luce dell’apparenza), a guardarli più da vicino in modo da renderli precisi e riconoscibili, per coglierne le suggestioni più profonde e i valori, per svelarne il mistero.
Con il passare del tempo si offuscano le capacità della mente e si rallentano le reazioni agli stimoli del mondo esterno (i gesti si perdono, i saluti non vengono colti) guardando il mondo con gli occhi della poesia, l’unica cosa che risulta chiarissima è la difficoltà di comprendere la realtà.
Poetica intellettualistica e linguaggio figurato
Similitudini, metafore e analogie mettono in relazione i due elementi centrali della lirica: la conoscenza razionale e l’attitudine poetica.

Similitudini, metafore e analogie

Sto rifacendo la punta al pensiero,
come se il filo fosse logoro
e il segno divenuto opaco.
Gli occhi si consumano come matite
e la sera disegnano sul cervello (vv. 1-5)
La metafora e le similitudini significano che:
— come si assottiglia la punta alla matita così il poeta rende più acuto il pensiero;
— gli occhi fanno da intermediari tra il cervello e la realtà esterna e nel contempo sono metafora dell’attività poetica intesa come scrittura (disegnano).
gli oggetti si nascondono:
è come se parlassero per enigmi continui ed ogni sguardo obbligasse
la mente a tradurre. (vv. 8-11)
La similitudine mette in risalto che i messaggi enigmatici inviati dagli oggetti possono sollecitare l’uomo alla pretesa di ragionare troppo o ad accontentarsi solo di ciò che appare.
La miopia si fa... poesia (vv. 12)
L’accostamento analogico miopia-poesia dice che l’inadeguatezza dell’intelligenza a cogliere l’essenza della realtà diventa uno strumento di poesia.

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