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Leonardo Sciascia - Vita, coinvolgimento politico, opere

Nato a Racalmuto nel 1921, Sciascia ebbe come maestro Brancati (Il bell’Antonio), in seguito egli insegnerà, diventerà giornalista e s’iscriverà al Partito Comunista. Sarà ritenuto un personaggio scomodo poiché s’interesserà ad alcuni avvenimenti che colpiranno gli anni ’70. Tra questi, il caso Majorana e l’affare Moro. Quest’ultimo, presidente dell’antica Democrazia Cristiana era stato trovato ucciso: egli disse che era stata la politica ad ammazzarlo, infatti erano state le Brigate Rosse a rapirlo.
Il suo primo romanzo è Le parrocchie di Regalpetra, un’inchiesta documentaria su un paese siciliano. Sciascia parla della sua città e del degrado morale e sociale che la colpisce, ha paura di diventare come un suo collega, ovvero di assoggettarsi alla passività. L’autore si avvicina al Neorealismo perché denuncia la società in cui vive.

Il giorno della civetta è il primo romanzo sulla mafia, nasce da una contingenza, che un carabiniere aveva scritto un saggio sulla mafia e sempre in quel periodo era stato ucciso un sindacalista. Il capitano Bellodi, ex partigiano, repubblicano, conduce un’inchiesta per trovare i mandanti di un delitto di mafia. Attraverso un confidente, il capitano risale al capo mafia locale Mariano Arena, e lo incrimina; ma subito gli imputati vengono forniti di alibi falsi ma perfetti e vengono scarcerati. A questo punto Bellodi potrebbe lasciare perdere l’inchiesta ma decide di continuare il proprio lavoro. Questo romanzo presenta alcune novità: la discussione letteraria è la Mafia; il giallo è un genere ricco di azioni vivaci in modo tale da mantenere viva l’attenzione del lettore, e infatti si cambia spesso ambientazione; è presente la descrizione di due personaggi con pari dignità: Don Mariano eroe della mafia e il Capitano eroe della giustizia; sono messi a confronto due mondi: la Sicilia in cui vi è l’omertà e Parma in cui vi è una realtà completamente differente.
Ciascuno ha il suo narra la storia di due uomini, un farmacista e un medico. Questi, mentre erano a caccia, vengono uccisi. Subito iniziano le indagini da parte della polizia e, poiché il farmacista precedentemente aveva ricevuto delle minacce, si pensò che tutto nascesse da ciò, ma successivamente un maestro scoprirà che in realtà colui che volevano uccidere era il medico perché aveva avuto una relazione con la moglie di un mafioso. Il maestro verrà criticato da tutti, poiché non ha saputo farsi gli affari suoi ed è morto.
Todo modo. Il titolo deriva da una frase degli “Esercizi Spirituali” di Ignazio de Loyola, il fondatore dell’ordine dei Gesuiti. La narrazione è ambientata in un albergo di lusso in cui gli esponenti del partito cattolico al governo si ritirano a fare gli esercizi spirituali e in realtà a concertare le trame con cui esercitano il loro potere. Improvvisamente però cominciano a succedersi misteriosi delitti che colpiscono i diversi partecipanti, appartenenti al mondo della politica, dell’economia, della Chiesa.
Il giorno della civetta, Ciascuno ha il suo, Todo modo sono tre romanzi importanti perché prima di allora la mafia era considerata esclusa dalla società come se non ne facesse parte. Sciascia, invece, afferma la presenza della mafia e dei criminali e ritiene che lo Stato, la Chiesa abbiano un ruolo importante in quanto li supportano. Egli subì tante critiche, ma fu rivalutato solo da Falcone che capì che per giungere alla mafia bisognava indagare sulle Banche. Sciascia fu un amatore di Pirandello, scrisse molti saggi su di lui poiché aveva fatto dell’uomo siciliano l’emblema dell’uomo del 900 con tutte le sue crisi. Ma al contrario di Pirandello che cerca una soluzione, Sciascia fa solo un’indagine.
La sua scrittura è illuminista, darà il nome di Candido a un suo romanzo, riscrivendo il romanzo Candide dell’illuminista Voltaire. Quest’opera incarna la rivolta del buon senso, delle istanze elementari del corpo e della ragione, contro le costrizioni sociali e le ideologie totalizzanti rappresentate dalla due Chiese contrapposte: quella della religione cattolica e del suo partito, la Dc, e quella della religione laica del comunismo.
Il suo modo di scrivere, anche se risente dell’influenza dei classici, è semplice, lineare e si avvicina a tutti poiché il compito di uno scrittore è avvicinare quanta più gente possibile alla scrittura.

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