L'Esecrabile sonno

Ora gettiamo a terra quest'altra vetrina
piena di vasi e di cristalli...
Fragore di valanga, di terremoto!...
E' l'ora della ricreazione!
Passando via, si fracassano coi bastoni
le vetrate che pensano e guardano...
Poichè, insomma, ripondeteci,
chi vi ha dato
diritto di dormire?... La polizia, siamo noi!
Polizia del disordine e della libertà!
A grandi passi si va per le vie riconquistate,
alta la testa, come re, con la spavalderia
e la superbia dei capitani vittoriosi. E' naturale!
Lo vedete! La città tutta intera
sta stupina, atterrita davanti a noi!

Sia maledetto il giovane che adora il suo letto
e che non casca dal sonno tutto il giorno
per aver scatenati i suoi istinti durante la notte!
Sia maledetto il giovane che non è convinto
di essere diventato, finalmente,

padrone della città, dopo mezzanotte,
con tutti i suoi sputacchi lanciati a ventaglio
sull'ordine carceriere
e sul sinistro come-si-deve della società!

Commento:
In questi versi si trova una testimonianza palese della concezione futurista della libertà, che ebbe una notevole quanto negativa influenza sui giovani di quell'epoca.
Il Marinetti rifiuta con forza le tradizioni, sinonimo di immobilismo, e confida nei giovani per rivoluzionare la società. Per questo motivo segue in forte invito all'azione e al dinamismo, senza però offrire una valida alternativa alla tradizione. Infatti il poeta non propone altri ideali che non la trasgressione.
Nei suoi versi l'esuberanza e l'attivismo dei giovani che dovrebbero creare un nuovo futuro trovano la licenza di trasformarsi in teppismo; la giovinezza diventa arroganza, la vitalità diventa prepotenza.
Questa concezione della libertà proclamata con toni tanto enfatici è destinata a degenerare nell'amore per la guerra.

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