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Italo Svevo


- Nasce in Italia ma la famiglia del padre è di origine tedesca e ebraica.
- Nasce a Trieste nel 1861→ città di frontiera, confine tra Italia e il centro-est Europa.
- Seconda fase del momento decadentista.
- Si propone con uno pseudonimo: in onore dell’Italia decide di chiamarsi Italo, in onore della sua origine tedesca Svevo.
- Ha un’infanzia positiva e felice, per un periodo della sua vita vive in Germania in un collegio.
- Sente la voglia di avvicinarsi alla letteratura perché gli piace leggere (sia in Italiano che Tedesco) non solo classici ma anche di situazioni attorno a se. Legge opere in francese.
- Gli piace anche il teatro. nel 1880 scrive bozze di commedia.
- La sua famiglia ha difficoltà economiche → e va a lavorare in una banca (cosa diversa sai suoi interessi personali)
- Comincia a pubblicare degli articoli di critica sui giornali e poi scrive

1890 → assassinio di via belpoggio
1892 → il romanzo “una vita”, è un inetto e passa inosservato
1896 → incontra e sposa la donna della sua vita il quale padre ha una grossa industria, lascia la banca e lavora in famiglia. Avrà una figlia che chiamerà Letizia.
1898 → pubblica il romanzo “senilità”, fu insuccesso.
- Comincia a viaggiare in tutta Europa per motivi di lavoro dove entra in contatto con Joyce, Freud e frequenta il circolo, qui inizierà a farsi nuove idee diverse dal solito.
1917 → la ditta della moglie deve chiudere
1919 → scrive la coscienza di Zeno e nel 1923 lo pubblica, ma fu un insuccesso. Joyce fa conoscere il suo testo.
Dal 26 al 27 scoppia il “caso Svevo” → notorietà

Muore nel 28 in un incidente stradale

Formazione → di tipo autodidatta, ma gli interessano i romanzi.
- Legge classici italiani, romanzi russi e autori legati al realismo, naturalismo francese. Attratto dal romanzo moderno

Si avvicina a testi scientifici
→ Darwin: Lotta per la vita, influsso della società sui comportamenti individuali
→ Schopenhauer: La volontà dell’uomo è debole → inettitudine, non agire. Conflitto di tutti contro tutti.
Solo l’uomo geniale riesce a fermarsi e riflettere. Può staccarsi da questa situazione di uomini in tumulto. Si apparta e lavora su se stesso → teoria dell’indifferente.

- Romanzi e piccole opere teatrali

- Ne fa una sintesi intellettuale:
Pensa che il mondo è sede di un conflitto inevitabile, ognuno ne contenderà l’altro il diritto all’esistenza, ciascuno diventa preda e cacciatore allo stesso tempo ma tutto ciò non produce il bene per l’umanità ma bensì porterà ad una diminuzione della capacità vitale. L’autore

Svevo dimostra sensibilità per l’uomo di pena che vive nel dolore.
- Nel primo libro Una vita il protagonista vive il suo dolore fino a suicidarsi (soccombe)
- Nel secondo libro Senilità il protagonista rinuncia a vivere la vita, si chiude in se stesso (inetto)
- Nel terzo libro, Zeno utilizza il suo dolore per conoscersi. Alla fine diventa scettico (per sconfiggere il dolore), cerca di sopravvivere meglio che può.

Nei romanzi racconta la sua vita per analizzarla e guarire

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