Italo Svevo

Vita
1861: Hector Schmitz, nome reale di Italo Svevo, nasce a Trieste. Il padre è di origine ebraica.
1892: Muore il padre, conosce la futura moglie Livia e fa pubblicare il romanzo Una vita.
1898: Esce a puntate il suo secondo romanzo Senilità.
1906: Fa amicizia con James Joyce.
1923: Pubblica a proprie spese La coscienza di Zeno, a Bologna.
1928: Muore a causa di un incidente automobilistico.
Vengono pubblicati dopo la sua morte alcuni saggi e romanzi scritti dall’autore.

Opere
La coscienza di Zeno

Romanzo autobiografico, contiene le memorie che lo psicanalista, il dottor S., probabilmente Sigmund Freud, ha chiesto a Zeno Cosini di scrivere per cercare di farlo guarire dalla nevrosi che lo attanaglia. Nei primi due capitoli vengono scritte le memorie vere e proprie, mentre in quelli successivi si parla più che altro della vita e delle vicissitudini accadute a Zeno. Nel terzo capitolo si parla del vizio di fumare di cui non riesce a liberarsi. Nel quarto c’è il racconto della morte del padre, nel quinto si parla della frequentazione di casa Malfenti (quella dei futuri suoceri), il corteggiamento di Ada e Alberta, che lo rifiutano e il fidanzamento con Augusta. Nel sesto viene raccontata la storia del suo tradimento con Carla, che però riesce a tenere nascosta. Il settimo parla dei rapporti ambigui di Zeno con Guido Speier, che ha sposato Ada. Nell’ultimo è scritto un diario in cui Zeno scrive di essere guarito anche senza la cura. Tra temi principali, oltre a quelli già citati, abbiamo: la dialettica fra principio di piacere e principio di realtà, ovvero la continua ricerca della trasgressione che disattende la promessa fatta precedentemente. Poi abbiamo il tema della salute che egli desidera ma che allontana da sé. Altri temi sono l’inettitudine, infatti di questo ne fa quasi uno stile di vita, e la menzogna, tanto che alla fine non sa nemmeno lui cosa sia vero e cosa non lo sia.
Una vita
Narra la storia di un tentativo di integrazione sociale da parte di Alfredo Nitti, aspirante scrittore giunto a Trieste per conto di una banca. Invitato a casa propria dal suo capo, conosce la figlia e se ne innamora ma, purtroppo, parte e al suo ritorno trova la ragazza fidanzata con un altro. Sfidato a duello per la ragazza, decide di suicidarsi la sera prima della sfida.
In questo romanzo il tema principale è l’inettitudine di Alfredo, ovvero l’incapacità di vivere, di conciliare i propri sogni e l’immagine che si è costruito, con la realtà in cui si imbatte. Il protagonista è un rinunciatario che preferisce la morte all’azione. In definitiva si tratta dell’incapacità di adattarsi alla vita.
Senilità
Inizialmente convinto che la propria storia con Angiolina sia poco più di un gioco privo di complicazioni, ben presto Emilio dovrà ricredersi. La bella non solo scatena in lui una vera e propria passione amorosa, ma questa aumenta di intensità a dispetto e forse proprio in virtù dei ripetuti tradimenti della ragazza. Emilio conduce la propria monotona esistenza domestica con la sorella, Amalia, dolce e poco avvenente zitella, che finirà coll'essere travolta essa stessa, a causa di una passione intensa quanto soffocata, per convenienza e moralismo borghesi, proprio per l'amico del fratello, Stefano Balli. Il romanzo termina quando, morta la sorella, ormai vittima dell'etilismo, dopo una delirante agonia, Emilio trova il coraggio di lasciare Angiolina, fuggita nel frattempo col cassiere infedele di una Banca, tornando finalmente alla tranquillità, alla sicurezza e alla cura di se stesso.

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